Copertina 7

Info

Anno di uscita:2016
Durata:50 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. IN N’ OUT OF LOVE
  2. FIRST CRUZH
  3. AIM FOR THE HEAD
  4. ANYTHING FOR YOU
  5. SURVIVE
  6. STAY
  7. HARD TO GET
  8. YOU
  9. SET ME FREE
  10. BEFORE I WALK ALONE
  11. STRAIGHT FROM MY HEART

Line up

  • Dennis Butabi Borg: bass
  • Anton Joensson: guitars, backing vocals
  • Tony Andersson: vocals, keyboards
  • Erik Wiss: piano on “Anything For You”, intro on “In N’ Out of Love”
  • Louisian Boltner: drums
  • Mattias Silfver: backing vocals
  • Martin Johansson: backing vocals on “Anything For You”
  • Patrik Norén: backing vocals on “Aim For The Head”

Voto medio utenti

Arrivano da quella apparentemente inesauribile miniera europea di talenti musicali che è la Scandinavia, si chiamano Cruzh e trattano la materia melodica con spiccata sensibilità, in una maniera sicuramente apprezzabile da chi coccola quotidianamente il suo apparato cardio-uditivo con dosi massicce di Stage Dolls, Bryan Adams, Toto, Def Leppard, Skagarack e REO Speedwagon.
Con un passato nei viziosi vicoli del glam (sotto la denominazione TrashQueen, da cui arrivano Anton Joensson e Dennis Butabi Borg), gli svedesi emendano i loro “peccati” attraverso una miscela sonora piuttosto raffinata e vellutata, capace all’occorrenza di sfoderare un misurato fervore anthemico, senza però mai eccedere in particolari spigolosità.
Insomma, se vi piacciono le armonie cristalline soffuse di una forma di elettricità discreta e avvolgente, “Cruzh” è sicuramente un lavoro destinato a soggiogare i vostri sensi e questo anche se il pur suggestivo songwriting della band non riesce a mantenere lo stesso standard qualitativo per tutta la durata dell’albo.
Sono sicuro, infatti, che saranno sufficienti l’elevata caratura emozionale e lo spirito radiofonico evoluto di “In n’ out of love” e “You”, l’intenso romanticismo di "Stay” e “Straight from my heart” o ancora gli impulsi (garbatamente) dinamici di "First cruzh”, "Aim for the head” e "Survive” per far assorbire agli estimatori del genere, e senza troppe apprensioni, i momenti maggiormente interlocutori del programma, comunque mai espressamente molesti o fastidiosamente insipidi.
Un buon disco di melodic rock per un gruppo parecchio competente e promettente, per una volta privo di precedenti particolarmente consistenti e “illustri” … senz’altro una buona notizia in ottica di un’adeguata “prosecuzione della specie” …
Recensione a cura di Marco Aimasso

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