Copertina 9

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2017
Durata:30 min.
Etichetta:Sliptrick Records

Tracklist

  1. PROUD TO BE DEAD
  2. CORPSE EMBODIMENT
  3. EYES WITHOUT SIGHT
  4. FLAGELLATION
  5. MATRES

Line up

  • Alessandro Iacobellis: vocals
  • Marco Borrani: guitars
  • Gabriele Maschietti: guitars
  • Massimiliano Salvatori: bass
  • David Folchitto: drums
  • Fabrizio Di Carlantonio: keyboards

Voto medio utenti

Dopo un oblio durato circa 20 anni, dopo quella lontana unica testimonianza a nome "Simphony of Pain" uscita a metà 1994, tornano alla vita i romani Gravestone con questo nuovissimo EP intitolato "Proud to Be Dead", pubblicato dalla Sliptrick Records che già aveva curato la ristampa del primo lavoro un paio d'anni fa.

Le aspettative per il sottoscritto erano elevatissime, considerando che "Simphony", con tutti i suoi limiti e difetti, è senza dubbio tra gli ascolti death metal più consumati e reiterati di tutta la mia vita; i ritorni, le reunion, specie se a distanza di tempo siderale, sono un qualcosa che temo in maniera viscerale, spesso forieri di tristi o svuotate comparsate, seppure a volte onorevoli in ogni casi lontane anni luce dalla gloria che fu, e purtroppo più di una volta negli ultimi anni è capitato con band nostrane, come ad esempio con gli Electrocution , di cui a tutt'oggi idolatro il loro "Inside the Unreal".

Il timore di ascoltare un lavoro che non riuscisse a stare al passo del vecchio EP o che da quello si discostasse troppo mi ha accompagnato per tutta la gestazione di "Proud to Be Dead", anche alla luce dello sconvolgimento totale di lineup, lasciando il solo Marco Borrani della formazione originale, circondato indubbiamente per l'occasione da personaggi di spicco della scena romana, come Alessandro Iacobellis alla voce (conosciuto secoli fa nei Vlad, oggi anche nei Lunarsea), Max Salvatori al basso (ex Rosae Crucis) o David Folchitto (Stormlord, Kaledon ed altri mille).

"Proud to Be Dead" è assolutamente il lavoro migliore che i Gravestone potessero fare.
Il death metal dei nostri non è stato stravolto, la matrice progressiva di fondo è rimasta ma senza prendere il sopravvento, sancendo un sapiente equilibrio tra potenza, melodia, rabbia ed esplosività che più di venti anni fa mi aveva fatto innamorare della loro musica.

In questo EP troviamo 4 brani inediti ed un "ripescaggio" del passato che va a rendere merito a "Corpse Embodiment", straziata dalla carente produzione di allora ma che oggi rifulge a nuovo splendore, impreziosita ulteriormente da nuovi arrangiamenti ed inserimenti tastieristici.

Delle nuove composizioni senza dubbio tra le migliori troviamo la titletrack, un carrillon orrorifico ci accompagna in questo viaggio, questa celebrazione del decesso, tra cambi di tempo, assoli fulminanti, furiosi blastbeats ed un epico finale in crescendo, sancito come sempre da testi assolutamente al di fuori del comune:
We may be rotten but PRIDE never dies
A Dead Man's the One You can trust
We're a Community once and for all
WE ARE PROUD TO BE DEAD
Un capolavoro totale del death metal.

Non sono da meno le altre tracce, dalla più immediata e melodica "Eyes without Sight" fino alle più lunghe ed articolate "Flagellation", nuovamente con un intermezzo sinistro e malevolo prima dello splendido evocativo finale, con protagonista quella chitarra che mi aveva conquistato ai tempi di "The Deathwish", e "Matres", introdotta da un riff di scuola Annihilator, che si rivela la più teatrale e grandguignolesca, sulla quale Iacobellis da' il meglio di se', intrerpretando con mille sfaccettature, dallo scream black metal ad un profondo e perfetto growl, prima di un nuovo tagliente assolo che congeda i Gravestone con un lavoro più che all'altezza della loro rinascita, sperando che questa volta la sorte gli arrida.

Il death metal non è mai stato così orgoglioso dei suoi adepti.
Recensione a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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