Copertina 8,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2017
Durata:41 min.
Etichetta:Crur del Sur Music

Tracklist

  1. CONDEMNED TO DARKNESS
  2. BURN THE WITCHES AT DAWN
  3. APOPHIS
  4. SOLOMON’S KEY
  5. HORNS
  6. INTO A DARK DIVINITY

Line up

  • V-P. Varpula: vocals
  • Count L.F.: guitars
  • Wicked Ischanius: bass
  • Kasperi Puranen: guitars
  • Wicked Ischianus: hammond C3 organ, mellotron M400, miniMoog
  • Oscar Razanez: drums, percussions, gongs

Voto medio utenti

Per suonare in modo credibile la nostra musica bisogna avere qualcosa dentro, e non parlo di essere metal-tamarri o coprirsi di borchie, parlo di un mix di sensazioni profonde, di un fuoco interiore, di uno stato mentale che solo chi è stato benedetto da Dio (R.J. of course) riesce a mettere in musica. I Mausoleum Gate possiedono questo sacro ardore e lo riversano nei solchi di "Into a Dark Divinity" creando un disco fuori dal tempo, fuori dalle mode, capace di entrare nell'ascoltatore e toccarne le giuste corde per regalare sensazioni che solo la grande musica sa fare. Trattando con rispetto gli insegnamenti dell'hard rock settantiano più dilatato, la band finlandese propone le sonorità del passato legate all'energia del metal nascente che fù, il tutto avvolto da un filo di mestizia ed oscurità quasi sacrale.

Appena ho messo su il nuovo lavoro dei Mausoleum Gate ho creduto di aver sbagliato disco, tanto forte è la sterzata del combo finlandese verso i '70 che ci ho messo un attimo per entrare in un disco che trasuda tutto l'amore della band per Blue Oyster Cult, Purple, Atomic Rooster, Rainbow, Pentagram, senza dimenticare Angel Witch e i prodromi della NWOBHM. Sicuramente l'hammond e le tastiere in generale, sono state utilizzate in maniera maggiore rispetto al precedente capitolo in studio, e si sono unite in maniera magistrale alle chitarre in modo da creare una sorta di jam session piena di classe e sinistre presenze demoniache. Solamente Burn The Witches At Dawn e Horns sono etichettabili come brani leggeri, senza fronzoli, sbrazzini nel loro hard rock settantiano dai tempi andanti. Il resto dell'album, invece, è composto da lunghe canzoni sofferte, emotivamente coinvolgenti, dove ogni strumento ha egual importanza e tutti concorrono al fine ultimo che è quello di creare emozione. Tranquilli che se più volte viene da pensare "vacca boia che disco!" durante l'ascolto, è tutto normale. La proposta senza tempo dei Mausoleum Gate è poi supportata da una produzione perfetta, fantastica, che riesce a rendere al meglio il tipo di suono "sospeso" tra solennità e dannazione, in grado di catturarvi e rapirvi per 42 minuti in una cattedrale buia, illuminata dal genio compositivo e dalla devozione dei Nostri alla Musica.
È vero, non è un disco per tutti, non è un disco facile che butti su quando hai mezz'oretta di tempo o mentre fai le pulizie in casa, "Into A Dark Divinity" è un album che richiede un'immersione totale ed attenzione, ma saprà ripagare ampiamente la vostra dedizione.



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Recensione a cura di Francesco Frank Gozzi

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 27 set 2017 alle 23:19

sopravvalutato....mi spiace in cosa lo trovi sopravvalutato?

Inserito il 27 set 2017 alle 18:30

sopravvalutato....mi spiace

Inserito il 25 set 2017 alle 17:30

Bravo Frank, tutto ben detto e ben (de)scritto! Disco davvero molto bello. Polimar, torna sul forum a discuterne...che fine hai fatto????

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