Il prodotto di due numeri positivi è un numero relativo che ha come valore assoluto il prodotto dei valori assoluti e come segno quello positivo.
-Ok cervellone, nella matematica funziona così, ma nella musica?
-Ehm... non lo so.
-Te lo dico io. È difficile -ma non impossibile- che moltiplicando fattori positivi si ottenga un risultato positivo.Non è che ho letto un libro di algebra dopo aver mangiato pesante ed ora ho le traveggole, cerco "solo" di fare 2+2 (aridaje...) con la musica.
Mi spiego.
I
Necrophobic tornano oggi sul mercato dopo cinque anni di silenzio, anni in cui si sono probabilmente andati a nascondere in un buco buio per l'imbarazzo di aver composto una vaccata come il precedete
Womb of Lilithu (
mia rece qui) e tornano ora in grande spolvero, pompati dalla potente
Century Media. Ma dove sta la novità? Perché
Frank sembra così esaltato ed ha messo quel numerone in calce alla rece? Cosa sono 'sti fattori positivi?
I fattori positivi sono il ritorno nella band di 4/5 della formazione che incise quel gran lavoro di
Death To All (2009) a cui si aggiunge (altro fattore positivo) il ritorno di
Anders Strokirk, singer che con la sua voce graffiò a fondo il primo album dei Nostri (il masterpiece
The Nocturnal Silence). Tutto questo, come accennavo, con una maggiore visibilità della band garantita da un'etichetta importante come la Century.
Bene, incredibile ma vero, la somma di questi elementi ha prodotto un gran disco:
Mark of The Necrogram.
Ok, il titolo è ampiamente rivedibile ma la sostanza signori c'è tutta, e possiamo gioire d'innanzi ai ritrovati gelidi riff, a quelle melodie squisitamente nordiche e malsane, a quelle accelerazioni, a quella commistione di black, death e oscurità che hanno reso grandi (nei nostri neri cuori, non nel portafogli) i Necrophobic.
Mark Of The Necrogram è un concentrato di Male. Ma moderatamente catchy.
Dispiace dirlo ma il bravo
Fredrik Folkare (Unleashed, Firespawn) era stato catapultato all'interno della band svedese e si è trovato ad occuparsi di gran parte del songwriting del fallimentare disco precedente, facendo del proprio meglio ma senza possedere il DNA dei Nostri.
Con il ritorno della vecchia line up, tutto acquista nuovamente senso e, sebbene non sia a livello di
Himtursum,
Mark of Necrogram porta in dote un lotto di canzoni davvero ispirate. Gli svedesi sembrano infatti rigenerati da questo cambio di formazione e la freschezza dei nuovi pezzi è palpabile. La partenza è già buonissima con la title track che ti fa muovere la testa mentre i riff ti entrano sotto la pelle, ci sono poi le spruzzate thrash della veloce e melodica "
Odium Cecum" a cui si aggiungono bordate infernali come "
Lamashtu" o le rasoiate melodiche della epica "
Tsar Bomba" (sembra il nome di un panino piccante...) o ancora il mid tempo con splendidi assoli di "
Pesta", il groove spaccaossa di "
Requiem for a Dying Sun"... Le canzoni sono davvero curate e la produzione pulita del disco permette di seguire l'evoluzione melodica ed il lavoro stratificato operato nel songwriting, tornato (finalmente) a dosare in modo efficente le armi della band. Detto dei pezzi migliori, va aggiunto che l'abrasivo cantato di
Strokirk è una bella sorpresa, sempre efficace e modulato, riesce a staccarsi da una concorrenza che in questo genere risulta drammaticamente piatta e tutta uguale.
Accennavo poco fa ad una parola: catchy. Non dimentichiamo infatti che i Necrophobic sanno essere diabolici: suonano cattivi ed oscuri ma con quei fraseggi, quegli stacchi quel "quid" che te li fa apprezzare con relativa immediatezza, che te li rende più "facili" rispetto a molti colleghi. Il tutto senza sputtanarsi e tenendo ben coperte le canzoni con un nero mantello, senza che frivolezza o spensieratezza riescano mai a vedere il sole.
Magari
Mark Of The Necrogram non è il loro migliore lavoro ma è sicuramente un album dannatamente concreto, solido e che contiene tutte le caratteristiche che li hanno portati ad essere inseriti tra i grandi, al fianco di Dissection, Dawn e i riformati
Unanimated (ora tocca a loro muovere). Un ottimo punto da cui far ripartire il loro nero cammino.