Nergard - Memorial For A Wish (2018 Version)

Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2018
Durata:65 min.
Etichetta:Battlegod Productions

Tracklist

  1. ANGELS
  2. THE HAUNTED
  3. HELL ON EARTH
  4. STAY
  5. A QUESTION OF GOD
  6. AN EVERLASTING DREAMSCAPE
  7. NIGHTFALL
  8. REQUIEM
  9. INSIDE MEMORIES

Line up

  • Andreas Nergard: all instruments
  • Åge Sten Nielsen: vocals
  • Ralp Scheepers: vocals
  • Goran Edman: vocals
  • Mike Vescera: vocals
  • Nils K.Rue: vocals
  • Michele Luppi: vocals
  • Andi Kravljaca: vocals
  • David Reece: vocals
  • Tony Mills: vocals
  • Helge Engelke: guitarsolos
  • Stig Nergard: guitarsolos
  • Ole Martin Moe Thornaes: vocals
  • Sunniva Unsgard: vocals

Voto medio utenti

Nel suo press-kit Battlegod Productions parla di una riedizione di "Memorial For A Wish" - originariamente uscito nel 2013 e qui già recensito - ma le novità di questa "versione 2018" sono talmente tante che, per quanto mi riguarda, si può tranquillamente considerare una nuova uscita. Le tracce, infatti, sono state interamente riregistrate (voci escluse), rimescolate (cosa atipica per un concept album) e c'è pure un brano del tutto nuovo ("Inside Memories").

Stiamo parlando del primo capito di una metal opera, è vero, e le influenze dei vari Ayreon, Avantasia (e un pizzico di "Nostradamus") non sono così difficili da scovare tra i solchi del full-length ("Angels"). Ma in "Memorial For A Wish" c'è molto di più: c'è l'eleganza dei Vanden Plas ("The Haunted"); c'è l'irruenza di certi Judas Priest ("Hell On Earth"); ci sono arrangiamenti raffinati ("Stay", col sempre commovente Göran Edman); c'è groove ("A Question Of God"); c'è voglia di Eighties ("An Everlasting Dreamscape", "Nightfall"); c'è epicità ("Requiem", con un attacco che mi ha ricordato i Toto); e c'è anche qualche azzardo (il growl dell'inedita "Inside Memories").

"Memorial For A Wish" è sicuramente meglio di tante discutibili uscite recenti assimilabili - mi viene in mente l'esordio degli Aldaria - ma penso che sia arrivato "fuori tempo massimo", in un momento in cui anche il sostenitore più accanito si è probabilmente stufato dei progetti pieni di super-ospiti che non fanno capo agli arcinoti pesi massimi sopraccitati: una triste realtà da una parte, un vero peccato dall'altra.

Recensione a cura di Gabriele Marangoni

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