Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2018
Durata:52 min.
Etichetta:Code666

Tracklist

  1. SöNGURINN SEM óMAR MILLI STJARNANNA
  2. UPPLAUSN
  3. OG HOFIð FYLLTIST AF REYK
  4. HéR HVíLIR BöLVUN
  5. ÚR BEINUM OG BRJóSKI
  6. Sá SEM SLíTUR VæNGI FLUGUNNAR HEFUR Náð HUGLJóMUN

Line up

  • Helgi Rafn Hróðmarsson: drums
  • Andri Þór Jóhannsson: guitars
  • Alexander Dan Vilhjálmsson: vocals
  • Tómas Ísdal: guitars
  • Árni Bergur Zoëga: bass

Voto medio utenti

Solitamente il Black Metal suonato in Islanda è caratterizzato da atmosfere epiche, furiose ma cariche di un alone poetico, che lo rendono affascinante e, certamente, originale.
Capirete, dunque, che "Vitrun", secondo album dei Carpe Noctem, mi abbia decisamente spiazzato.
Il quintetto di Reykjavík, infatti, rivolge il suo sguardo verso sud e fa sue le strutture sonore dei francesi Deathspell Omega producendo, quindi, un suono caotico, massiccio e fortemente disturbante.
Tutti i brani del nuovo lavoro, quasi tutti dalla lunghezza importante, sono impostati su un riffing atonale e dissonante di chiara matrice DsO che non lascia mai respiro all'ascoltatore assalendolo con fraseggi complessi ed una pesantezza esecutiva che rendono l'ascolto dell'album non una esperienza semplice o da prendere alla leggera.
L'atmosfera che si respira in "Vitrun" è, di fatto, claustrofobica fino all'asfissia e, sebbene il gruppo si conceda "pause" dal sapore atmosferico, in cui arpeggi ed inquietanti "rumori" fanno da sfondo alla costruzione di paesaggi desolati, quello che maggiormente resta dell'album è il suo piglio feroce, la sua aggressione quasi programmata, il suo spirito distruttore quasi matematico e chirurgico, tutte componenti sulle quali si ergono le vocals di Alexander fortemente influenzate dal modo di cantare di Mikko Aspa.
I Carpe Noctem sono certamente un gruppo valido ed in grado di mettere sul pentagramma la distruzione, ma sono a mio avviso troppo legati, ancora, al modello francese dal quale derivano, in maniera fin troppo evidente, le proprie strutture sonore e le proprie idee anche se, va detto, non si limitano a copiare ma mettono in evidenza, qui e la, una buona personalità derivante, quasi sicuramente, dall'affascinante paese dal quale provengono.
Proprio quest'ultimo elemento, se sfruttato maggiormente, sarà in grado di assicurare al gruppo un ruolo più importante e più peculiare all'interno della scena fermo restando che, anche oggi, i Carpe Noctem sono uno di quei gruppi da supportare e da seguire se si ama la musica estrema suonata con le palle e non con il portafogli sott'occhio...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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