Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2018
Durata:non disponibile
Etichetta:Memento Mori

Tracklist

  1. RISE OF THE ROTTENNESS
  2. CHARRED DEVASTATION
  3. GRAVEYARD HEADHUNTER
  4. DEVOURED BY DARKNESS
  5. BREATH OF THE OMINOUS
  6. CRAWLING IN GUTS
  7. FETID BLOODBATH
  8. HOWLING FROM THE GRAVE
  9. MORBID MESSIAH/MORBID INVOCATION

Line up

  • Anubis Sandoval: Drums
  • Roberto Trejo: Guitars
  • José Rivas: Vocals
  • G-Phager: Bass

Voto medio utenti

La scena estrema messicana forse non è molto nota al di qua dell’oceano, eppure è brulicante di band come Denial, Soulrot, Zombiefication, Deidad e…. i Morbid Messiah.
Il quartetto giunge al debutto con “Demoniac paroxysm” per Memento Mori dopo aver ottenuto discrete attenzioni un paio di anni fa con la pubblicazione dell’ep “In the name of true death metal”, titolo che già dice moltissimo sulla natura del combo tricolore.

I nostri si muovono nelle coordinate di un death metal primigeno, cimiteriale e plumbeo con lo sguardo rivolto costantemente alla musica uscita a fine degli anni 80 - quando ancora il genere non era completamente codificato.
Musicalmente parlando, i Morbid Messiah hanno le idee chiare, vicine a quelle dei più noti Sadistic Intent per intenderci o primi Autopsy, per “Demoniac paroxysm” hanno optato per una produzione molto scarna, con un suono di batteria molto secco senza trigger, inoltre la registrazione delle chitarre appare piuttosto sottotono, sovrastate da quello delle pelli e del cantato. Voluta o meno, purtroppo penalizza non poco il giudizio complessivo dell’opera perché queste si sentono chiaramente solo quando il singer Josè Rivas non vomita le sue liriche in gorgoglii al limite della comprensione.

Death metal decisamente crudo il loro, eppure qualche spunto interessante si riesce a trovare come in “Devoured by darkness” o nella lunga conclusiva “Morbid messiah/Morbid invocation” in cui il climax funebre giunge al suo apex grazie anche ai fetidi elementi doomeggianti che ne costituiscono l’ossatura portante per quasi cinque minuti prima di esplodere nel finale.

Band da rivedere nel prossimo futuro.

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