Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2018
Durata:41 min.
Etichetta:Wolfspell Records

Tracklist

  1. UNTILL DEATH...
  2. WITH HATE FREEZING MY VEINS
  3. WHEN STARS SHINE NO MORE
  4. AD MORTEM ET TENEBRAE
  5. THROUGH FULLMOON FOREST

Line up

  • Grief: all instruments, vocals

Voto medio utenti

Forti di una discografia già piuttosto corposa nonostante la recente formazione, la band nasce del 2014, i Nyctophilia si ripresentano sul mercato con il nuovo album "Ad Mortem et Tenebrae", il primo ad essere rilasciato per la Wolfspell Records etichetta che, i cultori dell'estremo lo sanno bene, è sempre garanzia di qualità.
In effetti, la one man band polacca del poli strumentista Grief ci offre un depressive black metal di buonissima qualità che con le sue atmosfere gelide, il suo alone triste ed il suo inesorabile incedere ben si adatta alle temperature esterne che, quest'anno in ritardo, scendono ricordando a tutti che l'inverno è in arrivo con tutta la sua asprezza e la sua purezza.
Nyctophilia riesce a mettere in note proprio l'inverno.
Le giornate brevissime, il vento gelido, quel sapore doloroso, il buio, sono tutte suggestioni che i cinque brani dell'album catturano benissimo per mezzo di un suono che guarda alle origini norvegesi del genere e le arricchisce con quell'alone di disperazione e rabbia sopita, esaltato dal meraviglioso scream di Grief e dall'uso mirato di arpeggi e tastiere, che, invece, caratterizza le migliori uscite del DSBM, genere che il sottoscritto adora per la sua forza catartica e la sua spaventosa carica emotiva.
"Ad Mortem et Tenebrae", dunque, è un album triste, sofferente e dai suoni lancinanti (le chitarre letteralmente sembrano fendere l'aria), capace di entrare in contatto con la parte più dolorosa di noi stessi e di metterci al cospetto dell'ineluttabile destino che ci aspetta per mezzo della sua musica a volte violentissima, a volte ricca di melodia stentorea ed epica, ma sempre fredda e misantropica quasi sdegnosa nei confronti della razza umana, perfettamente in sintonia con Madre Natura e, come ricordavo prima, con l'inverno.

Il 2018 continua ad emozionarci in campo estremo: Nyctophilia ci consegna un lavoro sentito, furioso e depresso, deliziosamente in bilico tra il black metal che fu e le inclinazioni più suggestive del genere, in un ideale connubio che, ne sono certo, potrà appassionare chi dalla musica cerca catarsi e sublimazione del dolore.
Chiudete gli occhi.
Asciugate le lacrime e piegatevi alla maestosità dell'inverno.
Nyctophilia vi prenderà per mano e porterà la vostra anima giù nel profondo...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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