Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2019
Durata:57 min.
Etichetta:Ear Music

Tracklist

  1. I WANT MY NOW
  2. GOOD PEOPLE ARE HARD TO FIND
  3. WHO'S LAUGHING NOW
  4. HOW THE GLASS FELL
  5. THE BOOGIEMAN SURPRISE
  6. WELCOME TO BUSHWACKERS
  7. THE WRONG BANDAGE
  8. YOU CAN'T PUT YOUR ARMS AROUND
  9. GIT FROM ROUND ME
  10. HEROES
  11. A PITIFUL BEAUTY
  12. NEW THREAT
  13. MR SPIDER
  14. WE GOTTA RISE
  15. PEOPLE WHO DIED
  16. CONGRATULATIONS

Line up

  • Alice Cooper: vocals
  • Joe Perry: guitars
  • Johnny Depp: guitars

Voto medio utenti

Diversamente rispetto al disco d’esordio del 2015, il nuovo lavoro di questo super gruppo è composto da brani originali e da sole tre cover di canzoni originariamente scritte e registrate da tre loro amici.
Stiamo parlando di un'ottima versione di "Heroes" di David Bowie, eseguita in modo convinto da Johnny Depp, la punkeggiante "People Who Died" della Jim Carroll Band e "You Can’t Put Your Arms Around A Memory" di Johnny Thunder cantata da Joe Perry.
Ma quello che impressiona positivamente e che apre la strada a successivi lavori da parte del gruppo, è la presenza di ben 13 brani inediti e scritti dal trio stesso, alla faccia di chi sosteneva essere gli Hollywood Vampires un progetto estemporaneo di una cover band.
Non solo, i brani sono grandi pezzi di puro, sanguigno R'n'R qualche volta più metal, altre volte più blues o più sleaze ma sempre contraddistinti da quella verve teatrale ("We Gotta Rise") e magniloquente in cui Alice è maestro, infatti sua è l'interpretazione vocale del 90% dei pezzi presenti sull'album, alcuni dei quali sembrano uscire direttamente da un suo album ("Mr Spider", l'anthemico rock'n'roll di "I Want My Now" o ancora "New Threat").
Il tocco sleaze-rock-blues di Perry segna a fuoco brani quali "The Boogieman Surprise" o "Welcome To Bushwackers" quest'ultima dal mood tipicamente anni '60, mentre il buon Depp, lungi dall'essere un semplice comprimario, suona la chitarra con grinta e convinzione nonchè con discreta tecnica.
Peccato solo per la presenza di alcuni brevi outtake dei quali non si capisce la logica ma che non vanno ad inficiare la resa sonora di un album assolutamente coinvolgente.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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