Sedna - The Man Behind The Sun

Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2019
Durata:34 min.
Etichetta:Spikerot Records

Tracklist

  1. THE MAN BEHIND THE SUN

Line up

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Non mi ero mai imbattuto negli italiani Sedna ma, per vari motivi, la mia curiosità si è intensificata. Da una parte non volevo perdermi l'occasione di scoprire una black metal band nostrana che non conoscevo e vedere di che pasta è fatta, dall'altra avevo visto che il disco consisteva in un'unica traccia di oltre mezz'ora e ciò già di per sé è un dettaglio interessante; inoltre l'etichetta che ha prodotto l'album è la Spikerot Records, un etichetta italiana di recente fondazione (2018) che ha già all'attivo alcune notevoli pubblicazioni come quella de "Nell'era dell'apparenza" dei veneti Hobos, davvero un ottimo disco - uscito a gennaio - consigliato sia agli amanti dell'hardcore che del death metal à la svedese.

Insomma, c'era più di qualche giustificato motivo d'interesse per l'ultima fatica dei Sedna che pur essendo qui categorizzati come black metal propongono in realtà un sound ibrido dove certamente è il black metal a farla da padrone ma è evidente una forte influenza sludge/post-metal sia nei suoni delle chitarre che nello scream hardcoreggiante che caratterizza le linee vocali. Anche dal punto di vista degli elementi compositivi l'influenza di un certo doom moderno è ben presente: molti sono infatti i rallentamenti in cui a dominare sono partiture sognanti di chitarra spesso dominate da arpeggi atmosferici e da una batteria che con gusto fornisce dei beat che generano un groove che non può non ricordare certo sludge metal contemporaneo ispirato a band come i Neurosis. Un bel basso nel frattempo segue efficacemente le ritmiche della batteria andando a costituire una ricca sezione ritmica su cui le chitarre disegnano le loro melodie.

La Lunga traccia che costituisce "The Man Behind The Sun" è un lungo viaggio nell'oscurità, un'oscurità ammaliante e cangiante nella quale di tanto in tanto una flebile luce ci fa intravedere ciò che ci circonda, come quando nel fondo di un pozzo buio cominciamo ad orientarci notando il debole luccichìo delle increspature sull'acqua. In modo analogo il lavoro dei Sedna si regge sull'equilibrio tra la violenza dei riff sostenuti dal blast beat e aperture più ariose e riflessive. le sfuriate più tipicamente black metal sembrano quasi scaricare la tensione che si accumula nei rallentamenti atmosferici di cui il disco è intessuto. Questi ultimi, a loro volta, sembrano costituire una sorta di "calma dopo la tempesta" di violenza scatenata da riff feroci - ma atmosferici - e blast beat annichilenti. Insomma, i due elementi polari su cui è costruito il presente lavoro si caratterizzano entrambi per il loro mood oscuro ma il funzionale e mai lineare alternarsi dei due generi - sapientemente amalgamati in un sound coerente - permette di conferire struttura al brano, renderlo riconoscibile nonostante la lunghezza, mettendo in grado l'ascoltatore di orientarsi nell'oscurità grazie alle "crepe", alle discontinuità che differenziano il buio da sé stesso.

Il segreto della riuscita di questo disco non è certo l'innovazione (il mercato è già saturo di uscite "post-black metal", una moda che ormai ha abbondantemente esaurito il suo potenziale artistico) o una certa orecchiabilità che lo rende facilmente fruibile ed assimilabile (figuriamoci, si tratta di una lunga e piuttosto complessa traccia unica che potrebbe anzi intimorire più di un potenziale ascoltatore). Il vero fattore determinante è la capacità da parte dei Sedna di dominare le due componenti stilistiche che caratterizzano il loro sound (black metal e sludge metal) riuscendo a ricombinarle insieme non solo in modo coerente ed unitario ma sfruttandole al meglio entrambe per esaltarsi a vicenda. Il risultato è una traccia complessa ma avvincente, frenetica ma riflessiva, sicuramente non fruibile da molti ma caratterizzata da un songwriting funzionale che saprà davvero trasportare l'ascoltatore attento in un viaggio sonoro fatto di consistenze diverse atte a restituire nella molteplicità delle soluzioni proposte un unico movimento emotivo di radicale inquietudine.
Recensione a cura di Carnivals'

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