Copertina 6,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2003
Durata:62 min.
Etichetta:Magic Circle
Distribuzione:Edel

Tracklist

  1. ASHES TO ASHES
  2. A RAVEN AT MIDNIGHT
  3. THE WIDOW'S GRIEF
  4. THE WIDOW'S PEAK
  5. CALLING ALL HEROES
  6. CURSE OF THE PHARAOH
  7. SECRETS
  8. MADNESS
  9. BACK TO HEAVEN
  10. MASQUERADE
  11. THE MAGIC OF THE CHORDS
  12. VOICE OF AUTHORITY

Line up

  • David Shankle: guitars
  • Trace Edward Zaber: vocals
  • Eddie Behishou: keyboards
  • Brian Gordon: bass
  • Eddie Foltz: drums

Voto medio utenti

Tutti certo si ricorderanno di David Shankle come il chitarrista dei Manowar dal 1988 al 1995; pochi però sapranno che, conclusa la sua avventura con la band più potente del mondo, il gigantesco (in tutti i sensi!) axeman è tornato in conservatorio per parecchi anni per affinare, soprattutto in campo classico, le sue già considerevoli doti. Nel corso degli anni David ha composto parecchio materiale che, con la collaborazione del dotato singer Trace Zaber, è andato a comporre questo "Ashes to Ashes", debut album della band. La prima caratteristica che si nota è la perizia tecnica dei componenti: David Shankle è (e non c'è certo bisogno di ricordarlo) un vero e proprio mostro; alcuni assoli sono veramente spaventosi per velocita, precisione e feeling, ma è a livello di riffing che l'ex Manowar spara le sue cartucce migliori: ascoltate l'opener "Ashes to Ashes" o "A Raven at Midnight" e cercate di non fare headbanging! Se la tecnica sopraffina di David era nota ai più, ascoltare la prestazione di Trace Zaber è stata invece una graditissima sorpresa: la sua voce così "anni 80" si fonde alla perfezione con il sound della band, trovandosi a suo agio sia su pezzi in tonalità bassa, sia su quelli più tirati, dove forse perde un pò in cattiveria, ma non certo in convinzione. Da sottolineare anche le ottime prove di Eddie Bethishou alle tastiere (in grado di rivaleggiare in velocità addirittura con Shankle) e di Eddie Foltz dietro le pelli.
Il disco si apre con la già citata "Ashes to Ashes" pezzo veloce e tirato, che chiarisce subito cosa ci può aspettare dal resto del disco, oltre a questo però l' opener mette in luce anche uno dei (pochi) difetti di questo lavoro: i molti inserti neoclassici che se da un lato possono costituire una piacevole variazione, dall'altro possono risultare un pò fuori luogo, specie se usati a sproposito, come in alcuni pezzi di "Ashes To Ashes". Segue quella che forse merita la palma di miglior canzone del disco: "A Raven at Midnight" è semplicemente perfetta: riff iniziale fenomenale nella sua semplicità, linee vocale ottime e ritornello che più catchy non si può! Una mezza caduta di tono si ha invece con "Calling all Heroes": la ballad capolavoro promessa dalla biografia allegata si è rivelata piuttosto monotona e, a livello compositivo, decisamente banale. "The widow's Peak" è invece un coinvolgente mid-tempo che mette in luce le grandi doti vocali di Trace Zaber, che a fine ritornello afferra un acuto davvero "da paura". Curiosa è invece "Curse of the Pharaoh" che ricorda parecchio "Powerslave", sia a livello lirico che strumentale. Degna di nota è anche l'oscura "The tolling of the Bell" e la conclusiva "Voice of Authority",un furioso e lunghissimo assolo alla Joey DeMaio (assolo dedicato proprio al bassista dei Manowar, che riveste anche il ruolo di produttore della band). Purtroppo però non mancano le cadute di tono: pezzi come " Masquerade" o "The Magic of the Chords" aggiungono davvero poco all'insieme dell'album, e avrebbero potuto tranquillamente essere evitati.
Concludendo, ci troviamo di fronte ad un disco onesto, composto molto bene (pur con qualche caduta di tono) e suonato alla perfezione, il tutto arricchito dalla chitarra di David Shankle, un uomo che ha avuto il coraggio di lasciare una delle band più famose del mondo per dedicarsi a quello che ama davvero. Da ascoltare!
Recensione a cura di Marco 'Magò' Colombo

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