Hypnosia - Extreme Hatred (reissue)

Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2021
Durata:35 min.
Etichetta:Petrichor

Tracklist

  1. EXTREME HATRED
  2. CIRCLE OF THE FLESH
  3. THE LAST REMAINS
  4. OPERATION CLEAN-SWEEP
  5. COMATOSE
  6. ACT OF LUNACY
  7. GATES OF CIRITH UNGOL
  8. HANG 'EM HIGH
  9. TRAUMATIC SUFFERING

Line up

  • Mikael Castervall: vocals, guitars
  • Hampus Klang: lead guitars, bass
  • Michael "Mike" Sjöstrand: drums

Voto medio utenti

Gli Hypnosia fanno parte, a ragion veduta, di quella piccola schiera di gruppi culto, diventati tali pur avendo pubblicato, nel corso della loro breve carriera, un solo album, nello specifico questo “Extreme hatred”.

Uscito originariamente nel 2000 per la Hammerheart Records, l’album si fa notare fin da subito per la sua ferocia: riff assassini, voce stridula e sofferente, ritmiche velocissime ma ben congegnate, tutto ciò fa del disco un piccolo gioiello della scena svedese, a maggior ragione perché quest’ultima non ha mai brillato particolarmente per quanto riguarda il thrash metal.

Il thrash proposto dal quartetto di Växjö è certamente derivativo, ma il loro mix di Kreator in primis, Sadus, Morbid Saint e qualche sporadica apertura che richiama i Voivod, funziona alla grande, e riesce, a modo suo, a risultare anche abbastanza originale. Ed è quindi un mistero il perché, due anni dopo la pubblicazione dell’album, i nostri abbiano deciso di sciogliersi.

A far circolare di nuovo il nome ci ha pensato, quindi, la Petrichor, che ha deciso di ristampare l’album sia in CD che in vinile (in varie colorazioni), affidando la rimasterizzazione a Erwin Hermsen (in passato già a lavoro con Trouble, Malevolent Creation, Pestilence), e conservando, invece, l’artwork originale ad opera di Kris Verwimp (Absu, Arch Enemy, Old Man’s Child).

Se decidete di lanciarvi in un furioso headbanging durante l’ascolto dell’album, occhio, perché vi si potrebbe staccare la testa dal collo per quanto feroci sono brani come la titletrack, non a caso posta in apertura, le velocissime “The last remains” e “Act of lunacy”, o la più lunga e articolata “Traumatic suffering”.

Questa ristampa, quindi, è un’occasione ghiotta e da non lasciarsi scappare per chi all’epoca non ha avuto occasione di ascoltare questo gioiellino di furiosissimo e ferale thrash metal che non vi lascerà respiro dalla prima all’ultima traccia.
Recensione a cura di Roberto Alfieri

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.