Copertina 7

Info

Anno di uscita:2021
Durata:87 min.
Etichetta:Napalm Records

Tracklist

  1. LAND OF HOPE
  2. ANTIGONE
  3. OF VOLITION
  4. LE RADEAU DE LA MÉDUSE
  5. ROOTS AND LEAVES
  6. VAGUE À L’ÂME
  7. STRIDER
  8. PANTA RHEI
  9. A DREAM OF WILDERNESS
  10. OLD FRENCH SONG (BONUS TRACK – PYOTR ILYICH TCHAIKOVSKY COVER)
  11. LE RADEAU DE LA MÉDUSE (BONUS TRACK – FRENCH VERSION)
  12. ANTIGONE (INSTRUMENTAL)
  13. OF VOLITION (INSTRUMENTAL)
  14. LE RADEAU DE LA MÉDUSE (INSTRUMENTAL)
  15. ROOTS AND LEAVES (INSTRUMENTAL)
  16. STRIDER (INSTRUMENTAL)
  17. PANTA RHEI (INSTRUMENTAL)
  18. A DREAM OF WILDERNESS (INSTRUMENTAL)

Line up

  • Marion Bascoul: vocals, guitars
  • Martin Hamiche: guitars
  • Lucie Woaye-Hune: bass
  • Mickaël Bonnevialle: drums

Voto medio utenti

"avercene di band cosí": ecco come Alessando Zaina chiosava su Prokopton.
Dalla mia, invece, ho sperato fino al possibile che questa band 'avant_asiana' fosse Greca.
(x epico realismo. Prima ancora di Mileto, dei cobalto: contrasti blu prussia...della democrazia dell'anima)
E invece dobbiamo posizionare i nostri oltre le Alpi: nel trans-mondo che, qui a Torino, ha sempre un suo perché complicato e conflittuale. Le geografie storiche ci regalano un'altra perla. La seconda dopo la copertina e il suo contenuto. Tolosa: cittá occitana. Torna tutto.

A dream of w...
parte in stile Napalm: coi fiocchi. Di neve, ovviamente.
L'ugola spazia dalla funesta High Treason dei veneti White Skull alla follia medianica e artistica di Karyn Crisis.
Al manico basso una professoressa di scienze fisiche della porta accanto?
chitarre e percussioni fanno da uova all'impasto "sinfonico"
Must have per i defender senza borchie, per chi ancora utilizza il metal per accrescere la propria energia vitale e si slanci con narrazioni e strappi esaltanti.

Ottimamente discreto!


LAND OF HOPE introne
ANTIGONE ci vorrebbe sbranf che sa dei Rhapsody... a paccate, o graz che ne dicesse benissimo. Lignea con i cori alti che ci gettano nel corso. Suona un pochino compatta: ma i tempi son quelli lí...
OF VOLITION Riffoni poderosi e solfa da scorribanda metallica, vociona che accompagna anche gli assoli ma che regge sia le partiture che le prese di scena!
LE RADEAU DE LA MÉDUSE si va a metronomo per non perdersi: interroghiamoci sulle effemeridi e sulla bontá di una proposta estensiva del metal power. Non tutti i frutti cadono ai piedi dell'albero. Anzi: i cocchi "nuotano" fra isole. E tutti quelli che rotolano? Eccone traccia in questa canzone magnum
ROOTS AND LEAVES poesia
VAGUE À L’ÂME musica sia di legno che di transistor. Dura troppo poco ma ci fa da postit per tornare spesso sulla band, seguendo anche le cover e le versioni strumentali...
STRIDER fuga quasi canonica. Travalica i generi: ci rende tempo per lustri
PANTA RHEI passo indietro o rincorsa?
A DREAM OF WILDERNESS piú borknagar dei borknagar di oggi, fa vintersorg che dispone di terzinati per elevare i presunti vichinghi oltre gli stereotipi con cui li vestiamo da secoli. Punteggia molto, stride per abbracciare: come una piovra di suoni. Fantastico congedo.

Recensione a cura di Marco Pastagakio Regoli

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