Copertina 6

Info

Demo
Anno di uscita:2002
Durata:32 min.

Tracklist

  1. FALLING STAR
  2. REVOLUTION
  3. NAUSEA
  4. SHE MOVES
  5. FISH
  6. NICE FEELING
  7. THE THRONE
  8. PAURA (FIAMMA APERTA)
  9. LULLABY

Line up

  • Ivan Perugini: vocals, guitar, bass, synth, drum machine
  • Lorenzo Maurizi: drums

Voto medio utenti

Gli Esgaroth si riassumono semplicemente nella figura del polistrumentista Ivan Perugini, musicista marchigiano, il quale in questo demo si occupa di tutto ad esclusione delle parti di batteria affidate all'amico Lorenzo Maurizi. Detto di una realizzazione artigianale, cosa assolutamente comune e diffusa nel nostro paese salvo rare eccezioni, vediamo cosa ci viene proposto musicalmente. Un lavoro non omogeneo che include brani diversi nell'impostazione, compresi alcuni evitabili riempitivi quali la narcolettica "Lullaby" ed anche "Nausea", traccia discreta se non cadesse in un cantato italiano scivoloso che ricalca note rockstars "de noartri" (e a dire il vero anche il simpatico Olmo di "Mai dire gol"...). Il resto si posiziona in un territorio ibrido che parte dall'hard rock settantiano, passa attraverso una spolverata di post-grunge ed arriva ai gelidi suoni industriali. "Falling star" e "She moves" insinuano chitarre crossover sotto melodie quasi doorsiane e tutto sommato, pur carenti di potenza, risultano pezzi discreti. "Nice feeling" è un semplice hard'n'roll alla Ac/Dc piuttosto esile e derivativo. "Fish" è un metal orecchiabile che scivola via senza grande impatto. Restano "Revolution" e "The throne" (dove il drummer è Lorenzo Scipioni), le canzoni che ritengo più corpose, la prima è un valido hard rock compassato che esprime atmosfera ed una lead in libertà nella fase centrale, la seconda è un breve percorso che sfrutta un refrain interessante e delle vocals ispirate. "Paura" invece è una microscopica canzone in italiano, vagamente doomeggiante, della quale non mi è chiaro perché sia segnalata nel booklet ma non sul retro del cd, segno di superficialità? Bisogna rimarcare anche lo scarno trattamento riservato alle parti di batteria lungo tutto il lavoro, una elaborazione maggiormente rocciosa avrebbe dato sicuramente più smalto e grinta al risultato finale. E' chiaro che Perugini sia stato troppo penalizzato dai pochi mezzi a disposizione, il demo pare esangue ed un poco impalpabile, la direzione definitiva resta da chiarire, il tutto è da risentire quando gli Esgaroth saranno una band completa ed avranno possibilità più concrete di sviluppare le proprie idee.

Contatti: E-mail: Ivan.peru@libero.it

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