Copertina 7

Info

Anno di uscita:2022
Durata:38 min.
Etichetta:Inverse Records

Tracklist

  1. ROAD SONG
  2. DREAMCHASER
  3. LAST THING YOU'LL EVER HEAR
  4. ALLIES/ENEMIES
  5. ONE BY ONE
  6. FLAGS FLY FREE
  7. SIGNS OF LIFE

Line up

  • Killi: drums
  • Ari: vocals, bass
  • Ville:guitars
  • Sami: bass, vocals

Voto medio utenti

Sorprende sempre sentire gruppi provenienti dalla penisola scandinava - notoriamente patria del freddo Black Metal - proporre dischi così caldi e solari, intrisi di hard rock, molto più affini alle torride lande americane.
Non fanno eccezione questi Rough Grind, interessante band che esce sul mercato col secondo album proponendoci 7 canzoni che vi scalderanno il cuore.
Mai come in questo caso ciò che conta non è la lunghezza del disco (7 brani sono effettivamente un po' pochini), quanto la qualità proposta che invece è ottima. I Nostri riescono ad essere originali pur rimanendo su territori classici, condensando in 38 minuti tante cose interessanti che fanno scorrere il disco in maniera assolutamente piacevole.
Il sound mi riporta alla mente il super gruppo degli Slave To The System che fece un grand disco nel lontano 2002, parliamo di una sorta di alternative hard rock che vede nelle melodie unite a grinta esecutiva i principali ingredienti della proposta musicale, il tutto è ben esemplificato da brani quali "Dreamchaser" o dalla veloce "Flags Fly Free" mentre ballads quali "The Road Song" o "One By One" sono più classicamente melodic rock e dimostrano la duttilità compositiva del combo finlandese.
Un graffiante giro di basso introduce "Allies/Enemies " pezzo bello tirato che sarebbe potuto uscire dal fantomatico ed oscuro album dei Kiss "Carnival Of Souls", ma con "Signs Of Life" ecco tornare le ritmiche solari con un bel bridge centrale in stile gotico, "[I]Last Thing You'll Ever Hear" chiude il lavoro in modo esemplare con la sua melodia sognante e vagamente country.
Insomma da qualsiasi lato lo si prenda, il disco in questione rimane sempre interessante ed invita a ripetuti ascolti, il che è sufficiente per promuoverlo a pieni voti.
Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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