Copertina 8

Info

Anno di uscita:1986
Durata:39 min.
Etichetta:ATCO

Tracklist

  1. DAYDREAMS AT NIGHT
  2. DOUBLE SHOT OF LOVE
  3. TIME SOLDIER
  4. DON'T TURN ME AWAY
  5. BREAKDOWN
  6. STANDIN'
  7. WOMEN HAVE SECRETS
  8. LIE TO ME
  9. LOVER
  10. DANCING IN THE DARK

Line up

  • Doug Grigsby: bass
  • Frank Mancano: vocals
  • Joe Franco: drums
  • Joe Parente: keyboards
  • Tim Jordan: guitars
  • Lou Parente: percussion
  • Rob Hardin: percussion

Voto medio utenti

Se esiste un versante tecnologico e romantico al tempo stesso nell'Aor, questo è appannaggio dei The Ladder autori di questa unica opera.
La band ancora più sorprendentemente, tranne ex Good Rats Joe Franco alla batteria, non vanta alcun nome dal background di rilievo, ma bastò comunque per assicurarsi un contratto con l'Atco sussidiaria dell'Atlantic Records.
Romanticismo si diceva, assicurato anche, o soprattutto, per mezzo della voce di Frank Mancano che, per i cultori del genere, assomiglia al vocalist di un'altra band da culto: i Wrabit, di cui si ricorda lo splendido 'Tracks' edito nel 1982.

Basterebbero le poche note introduttive di 'Daydreams At night' per farvi capire che "The Ladder" è un superbo lavoro di Aor deluxe e sembra una band navigata e pronta al successo radiofonico in modalità FM USA rotation, doppiata da 'Double Shot Of Love', una semi ballad imperiosa, ma il successo sperato non arriverà mai e non so francamente se la colpa è del poco battage pubblicitario o per la pigrizia dei programmatori.

Ma è solo l'inizio di un album dal songwriting praticamente unico nel suo genere, come testimonia la bellissima 'Time Soldiers', dove melodie muscolari ed estatiche al tempo stesso creano un suono futurista che forse solo gli Yes del periodo si potevano permettere!
Prima di un'altra suadente ballad, 'Don't turn me away' sorretta da una tuonante batteria di Franco, come solo le produzioni bombastiche anni '80 sapevano produrre.
Quindi non aspettatevi particolari asprezze da 'The Ladder', in quanto rimane in ogni segmento un lavoro per palati fini e 'Woman Have Secrets' ne è una ulteriore riprova.
'Standin'' è uno degli episodi più 'dinamici' e riff oriented dell'album, probabilmente con 'Lover' dove i synth riproducono paesaggi urbani e notturni delle grandi metropoli yankee.
'Dancing In The Dark' pulsa anche lei sulle raffinate partiture di synth, altra canzone del groove micidiale, termine oggi quanto mai abusato anche nei campi più estremi dell'heavy rock.
C'è ancora tempo per una 'Lie To Me' per sondare che i The Ladder non mentono in fatto di melodie galoppanti ed appeal al primo istante.

In definitiva 'The Ladder' è un album molto particolare, sicuramente molto indicato a chi ama l'aor incontaminato degli anni '80, un raffinatissimo collage molto distante dal già sentito per via di arrangiamenti particolari e molto curati, alcune melodie ad esempio potrebbero non risultare lontane da una certa scrittura dei Police in versione USA!
Procuratevelo e non ne rimarrete delusi.

Recensione a cura di Fabio Zampolini

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