Copertina 7

Info

Anno di uscita:2022
Durata:56 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. NEED A LIL' WHITE LIE (FT. KENT HILLI)
  2. HEY YOU (FT. CHEZ KANE)
  3. DREAMS OF THE WILD (FT. CHEZ KANE)
  4. UNTIL THE END OF TIME (FT. CHEZ KANE)
  5. A DREAM TO BE LOST IN TIME (FT. RENAN ZONTA)
  6. AND YET IT BREAKS (FT. RENAN ZONTA)
  7. TOO MANY (FT. JOHNNY GIOELI)
  8. NOTHIN' DIRTY HERE (FT. JOHNNY GIOELI)
  9. ALWAYS A PRETENDER (FT. JOHNNY GIOELI)
  10. NO TIME WASTERS (FT. RENAN ZONTA)
  11. DIRTY MONEY (FT. KENT HILLI)

Line up

  • Tony Hernando: guitars, keyboards, bass, backing vocals
  • Victor Diez: piano, keyboards
  • Matt De Vallejo: drums
  • Johnny Gioeli: vocals on tracks #7, 8, 9
  • Kent Hilli: vocals on tracks #1, 11
  • Chez Kane: vocals on tracks #2, 3, 4
  • Renan Zonta: vocals on tracks 5, 6, 10

Voto medio utenti

La nomea del “progetto”, anche e soprattutto a causa dell’inflazione di tale soluzione espressiva, ha acquisito nel tempo un’accezione tutt’altro che positiva, ma sarebbe un vero peccato lasciarsi sviare da un pregiudizio e non testare con attenzione i Restless Spirits, il side project capitanato da Tony Hernando.
Second to none”, ratifica in maniera ampia, dopo il valevole debutto eponimo, la capacità del chitarrista dei Lords Of Black nel sapersi abilmente destreggiare tra sonorità d’ispirazione melodic rock, affidando i brani a vocalist adattissimi ad esaltarne le peculiarità specifiche.
Qualcuno potrà obiettare, conseguendo in buona parte la mia personale adesione, che non è poi molto difficile impegnarsi nelle suddette assegnazioni potendo attingere dal munifico roster della Frontiers Music, e tuttavia ritengo che il buongusto e la sensibilità con cui i pezzi sono stati complessivamente congegnati e allestiti sia un aspetto da non trascurare.
Il resto, ovviamente, lo hanno fatto le facoltà interpretative e le virtù timbriche di quattro cantanti davvero dotati e ispirati, a partire da quel Kent Hilli che continuo a considerare un vero campione “emergente” della fonazione modulata.
La voce di Perfect Plan e Giant apre e chiude il programma con la consueta destrezza e la sua tipica sapienza comunicativa, più evidente, invero, nella brillante openerNeed a lil' white lie” che non nel'lepilogo “Dirty money”, comunque piuttosto apprezzabile.
Dopo una conferma tutto sommato “scontata”, arriviamo a convalidare anche il meno prevedibile (sebbene già intravisto nel suo albo di debutto) ruolo di spicco ricoperto da Chez Kane (una potenziale “erede” delle varie Lee Aaron, Wilson sisters, Fiona e Robin Beck ...), testimoniato dall’ottima prestazione della chanteuse britannica in “Hey you”, “Dreams of the wild” e nella fascinosa “Until the end of time”, la mia preferita della pregevole terna.
A Renan Zonta (Electric Mob), altro talento “in ascesa” della scena, non rimane, a questo punto, per non sfigurare, che sfoderare una performance di livello sia nelle pulsazioni notturne e “ballabili” di “A dream to be lost in time” e sia nelle leggermente meno efficaci “And yet it breaks” e “No time wasters”.
Stupirsi per le qualità di Johnny Gioeli per chi ama questi suoni è quantomeno improbabile, eppure è sempre in qualche modo sorprendente rilevare come il nostro riesca a caratterizzare la “semplicità” armonica di “Too many”, la grinta ponderata di “Nothin' dirty here” e la passionalità di “Always a pretender”, mettendo a frutto senza fastidiose autocelebrazioni quanto già ampiamente sfoggiato con Axel Rudi Pell e Hardline.
I Restless Spirits pur senza rappresentare degli imprescindibili protagonisti del rockrama contemporaneo, interpretano la veste di “comprimari di lusso” con notevole dignità artistica … non male, tutto sommato, per un vituperato “progetto”.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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