Non ho mai nascosto la mia passione per i
Nightstalker, che considero una delle migliori rock band oggi in circolazione insieme a Clutch, Monster Magnet, Mos Generator e pochi altri. Il segreto della formazione greca è sicuramente l'immediatezza, la semplicità mai scontata, il formidabile groove catchy, un sottile retrogusto seventies che non scade nel revivalismo ed infine l'incredibile capacità di sfornare un vero e proprio florilegio di canzoni vincenti. Oltre tre decadi di carriera, durante i quali il quartetto di Atene non ha magari ottenuto un successo mainstream (e l'avrebbero meritato molto più di altri..) ma è comunque assurto a livello di cult-band per chi ama le sonorità "pure-rock". Nel loro sound è presente l'indole sporca e ribelle dell'hard, l'orecchiabilità dei grandi nomi del passato ed un tocco moderno lievemente psichedelico che si avvicina al mondo stoner. Ma etichettare i
Nightstalker in un filone musicale preciso risulta riduttivo, perchè la loro musica può risultare efficace verso un pubblico davvero variegato ed allargato. Heavy rock pieno di energia e ritmo che invita a muovere il corpo e scuotere le ossa, grazie ad una cascata di riff, linee vocali e ritornelli che catturano al primo ascolto.
Mai banali, mai ripetitivi, mai edulcorati, gli ellenici tengono alta la bandiera del rock'n'roll viscerale coniugato in una visione torbida da fuorilegge metropolitani. Non mi dilungo sulla voce calda e narcotica di
Algy, sul rifferama coinvolgente e gli assoli puntuali di
Tolis Motsios, sulla collaudata macchina ritmica formata da
Andreas Lagios (basso) e
Dinos Roulos (batteria), perchè questo è un nome che non può mancare nella discografia di un rocker che si rispetti, in particolare grazie ad album come "Superfreak" (2009, Meteorcity), "As above, so below" (2016, Oak Island) ed il totemico "Great hallucinations" (2019, Heavy Psych Sounds).
Qui però parliamo del titolo forse più famoso degli ateniesi: "
Dead rock commandos". Uscito originariamente nel 2012 per l'illuminata
Small Stone di Detroit (per anni il punto di riferimento mondiale dello stoner e dello psych-rock), in occasione del decennale viene rieditato dalla
Labyrinth of Thoughts in tre nuove versioni: due in vinile colorato ed un cofanetto deluxe con vinile, cd ed un booklet di ottanta pagine.
Nel lavoro troviamo alcuni degli hit assoluti della band, sempre presenti nelle esibizioni live, partendo da quella "
Children of the sun" diventata una sorta di manifesto anche grazie ad un brillante video che vede protagonisti la crew, gli amici e molti fans della prima ora. Uno slow notturno che esplode in una marcia anthemica fino al ritornello risolutivo e struggente. Brano per me emozionante ed indimenticabile, rock alla massima intensità.
Poi gli hard fulminanti e turgidi come "
Go get some" (mood sornione al sapore di erba) e "
Rockaine", la title-track col suo ritornello elementare che si stampa nella mente (anche per questa canzone c'è un buon video, con i ragazzi della band inseguiti da sinistri figuri in total-black), il riffone stoner-bluesy della carnale e supergroovy "
Soma" ed ancora il fuzz-rock roccioso di "
The boogie man plan" (con lo strano ed enigmatico ritornello "
the Boogie Man became Taliban", forse frutto di qualche eccesso di sostanza).
Non manca qualche eco Magnetiano, indiscutibilmente influenza più evidente dei greci, vedi l'acida e psichedelica "
Back to dirt" dove
Argy imita le tonalità conturbanti di Wyndorf o la svelta e molto stoner "
One million broken promises" dal passo rotolante e metallico. Per chi ama i riferimenti vintage rimane una "
Keystone" col suo arrangiamento di Hammond Purple-iano, episodio che ribadisce quali sono le reali radici musicali e lo spirito rock della formazione del Peloponneso.
Un disco rock che non molla mai la presa, niente cali di tensione e nessun filler. Scaletta da ascoltare tutta d'un fiato, a volume assordante, per fare il pieno di adrenalina, energia e sudore. Livello altissimo, personalità a manetta, immediatezza che ci riporta ai tempi d'oro del rock sanguigno ed impulsivo, semplice nel suo sviluppo ma dannatamente catchy e coinvolgente. I
Nightstalker sono gli alfieri contemporanei del "rock'n'roll will never die", con l'aggiunta di quel pizzico di tossicità stoner che rende la loro miscela pressochè irresistibile. Se non lo possedete già, è un titolo da recuperare senza indugio.