Copertina 7

Info

Anno di uscita:2023
Durata:51 min.
Etichetta:Transcending Obscurity Records

Tracklist

  1. SUMMONING
  2. THE THROES OF AGONY
  3. THE CONSORT
  4. THE BARRISTER
  5. THE PHYSICIAN
  6. THE COURTESAN
  7. THE DISCIPLE
  8. THE NEOPHYTE
  9. ANIMUS NOCENDI
  10. KNIVES

Line up

  • Igor Panasewicz: bass
  • Trevor Portz: all instruments, vocals , all instruments , guitars, bass, vocals
  • Stevie Boiser: vocals
  • Robin Stone: drums

Voto medio utenti

Dopo aver partorito i due primi album (‘Sanguinum Vindicta’ e ‘Nine Plagues’) come one man band, per il precedente ‘Fallen Cathedrals’ , il main man Trevor Portz, si era servito dell’ugola corrosiva di Stevie Boiser per dare una maggiore varietà alla proposta e continuando su questa strada, con il qui presente nuovo ‘Antimony’, ha trasformato definitivamente gli Ashen Horde in una vera e propria band grazie all’entrata di Igor Panasewicz al basso e Robin Stone alla batteria. La presenza di questi due nuovi elementi in seno alla band ha portato un’ulteriore eterogeneità del sound, con una sezione ritmica, presente, possente e varia che sorregge in maniera ottimale i riffs partoriti dalla mano di Trevor. Dal punto di vista lirico l’album é un concept sul delitto, rimasto irrisolto, per avvelenamento d’antimonio (of course) di Charles Bravo nel 1876, mentre la proposta musicale varia, dal black al death passando per rallentamenti fino al limite del doom. Questo calderone estremo fa si che la proposta sia eterogenea e fresca, contribuendo a tenere sempre alta l’attenzione durante l’ascolto. A tal proposito basterebbe ascoltare la diretta ‘The Throes Of Agony’ e confrontarla con ‘The Consort’ per vedere come la proposta riesca ad abbracciare uno spettro musicale talmente ampio da andare dal jazz a partiture ritmiche prog-death oriented. L’ascolto di ‘Antimony’ scorre via in maniera piacevole, grazie anche ad una costante e convincente alternanza tra momenti più tirati e altri più calmi e riflessivi. Cio’ che non ho veramente apprezzato sono le clean vocals ad opera di Trevor che, ben lungi dall’essere un plus rispetto alle urla di Stevie, finiscono veramente per affossare alcuni brani (‘The Consort’ , ‘The Barrister’ o 'The Courtesan' per esempio). Per quanto riguarda la resa sonora dell’album non c’é molto da sottolineare se non che ‘Antimony’ é un album che suona bene, trovando il giusto bilanciamento tra potenza (death) e snellezza (prog). Alla fine dell'ascolto si ha la sensazione che, viste le diverse sfaccettature del sound, Ashen Horde, possa accontantare uno spettro di fans molto ampio. Da ascoltare con attenzione.

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