Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2023
Durata:40 min.
Etichetta:Perris Records

Tracklist

  1. NO ONE GETS OUT ALIVE
  2. WITH ME TONIGHT
  3. BANG A GONG
  4. READY TO ROLL
  5. 1973
  6. IF ONLY
  7. DON’T WANT LOVE
  8. JUST LIKE YOU
  9. DON’T YOU (FORGET ABOUT ME)
  10. BLACK BLOSSOM
  11. TRIP OF A LIFETIME

Line up

  • Chris VanDahl: vocals
  • Todd “Taz” Anthony: guitars
  • Adam Kury: bass
  • Troy Patrick Farrell: drums
  • Stacey Blades: additional guitars
  • Smokin’ Joe Escriba: horns, piano, B3
  • Jackie Wiatrowski: additional vocals
  • Paul Alvarez: additional guitars

Voto medio utenti

È il 2015 quando Chris VanDahl (Cherry Street, Pack Of Wolves, L.A Guns) e Todd (Taz) Anthony (Cherry Street, Spinning Chain, The Union Underground) decidono di unire le forze per la costituzione degli Angels In Vein, subito dopo completati da Adam Kury, (Pack Of Wolves, Legs Diamond, Candlebox) e Troy Patrick Farrell (Tramp’s White Lion, Gilby Clark, Enuff Z’ Nuff, Tantric).
I loro fans hanno dovuto quindi attendere un bel po’ di tempo per vedere concretizzata la scellerata alleanza e devo dire che tanta attesa è stata ripagata abbastanza bene da “Long time coming”, pubblicato in questo fruttuoso 2023 dalla Perris Records.
A beneficio di chi invece non avesse particolari aspettative e/o non conoscesse nel dettaglio gli intenti artistici della band, indico per sommi capi l’ambito espressivo dei nostri, opportuno innanzi tutto per i sostenitori di L.A. Guns, Buckcherry, Beautiful Creatures e Hinder.
Un sound, insomma, orientato precipuamente allo street/sleaze-metal, ma che non disdegna sfumature elettroniche, scorie alternative e ammiccamenti “radiofonici”, tentando così di “svecchiare” il genere e possibilmente raggiungere audience ampie e variegate.
Un obiettivo non semplicissimo che gli Angels In Vein riescono a conseguire con una certa disinvoltura, puntando sulla varietà delle soluzioni sonore, un songwriting di buon livello e le capacità espressive di una formazione esperta, scaltra e pure piuttosto ispirata.
Un paio di cover (“Get It On - Bang a gong” dei T. Rex e “Don’t you“ dei Simple Minds) discretamente interpretate, atte ad attrarre magari anche l’astante “occasionale”, e poi un cocktail di suoni accattivanti e d’impatto, a partire dalla viziosa e turbolenta openerNo one gets out alive”, sorta di fusione tra L.A. Guns e Alice In Chains.
With me tonight” aggiunge un pizzico d’elettronica all’impasto, ma quello che colpisce maggiormente è il “trasformismo” vocale di Chris VanDahl, capace di “addomesticare” la sua ugola fino a raggiungere sfumature ombrose, ancora più evidenti nella gotica “Just like you”, perfetta per conquistare gli estimatori dei The 69 Eyes (e dei The Sisters of Mercy …).
Ready to roll” è un concentrato di urbana seduzione stradaiola e se “1973” striscia nei sensi mettendo a frutto gli insegnamenti di Alice Cooper e Rob Zombie, la ballata “If only” sfodera una melodia da hit, mentre “Don’t want love” sconfina nella psichedelia “floreale” alla maniera di certi Enuff Z’ Nuff.
La graffiante “Black blossom” e un’incalzante “Trip of a lifetime”, non lontana dai Velvet Revolver, rappresentano le ultime due energiche “scosse” di un albo che condensa nei suoi solchi freschezza, morbosità, incisività e colore melodico, “costringendo” il rockofilo appassionato alla più attenta considerazione.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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