Inquisition - Veneration of Medieval Mysticism and Cosmological Violence

Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2024
Durata:45 min.
Etichetta:Agonia Records

Tracklist

  1. WITCHCRAFT WITHIN A GOTHIC TOMB
  2. CROWN OF LIGHT AND CONSTELLATIONS
  3. A HIDDEN CEREMONY OF BLOOD AND FLESH
  4. FORCE OF DEATH IS THE FORCE OF LIFE
  5. MEMORIES WITHIN AN EMPTY CASTLE IN RUINS
  6. PRIMORDIAL PHILOSOPHY AND PURE SPIRIT
  7. INFINITY IS THE AEON OF SATAN
  8. PATHWAY OF LIGHT IS A PATHWAY TO FIRE
  9. LIGHT OF MY DARK ESSENCE
  10. SECRETS FROM THE WIZARD FOREST OF FORBIDDEN KNOWLEDGE
  11. SORCERY THROUGH CRYSTAL EYES IN SEARCH OF THE DEVIL
  12. VENERATION OF MEDIEVAL MYSTICISM AND COSMOLOGICAL VIOLENCE
  13. LORD OF ABSOLUTE DARKNESS AND INFINITE LIGHT

Line up

  • Dagon: vocals, guitars, keyboards
  • Incubus: drums

Voto medio utenti

Tutti sappiamo di quale disgustosa colpa si sia macchiato Dagon, leader degli Inquisition nel 2007, e tutti sappiamo che ha pagato, almeno con la giustizia, per il suo comportamento.
Resta, certo, il disgusto.
Ma noi siamo qui per parlare solo di musica ed io, personalmente, ho sempre scisso, nettamente, uomo e artista.
Vorrei questo fosse chiare, anzi chiarissimo, a tutti.

Musica, dicevo.
Estrema nel caso specifico, e di qualità e classe semplicemente inarrivabili.
Gli Inquisition non hanno mai sbagliato un disco, ed il nuovo lavoro, secondo ad uscire per la Agonia Records, conferma il talento del gruppo per il black metal nella sua versione più mistica, notturna, ritualistica e malvagia.
Nessuno suona come loro, nessuno è così avvolto dalle tenebre (quelle vere, non quelle di cartone), nessuno riesce ad essere così "puro" nel male.
Come "anticipato" dal precedente, splendido, "Black Mass for a Mass Grave", gli Inquisition aggiungono una vena melodica al loro suono, rendendo il loro rituale musicale ancora più malsano e dannato, dando un taglio più epico al loro songwriting e meno mesto che in passato, mentre, in continuità con la loro storia, il lavoro alle chitarre resta originalissimo e distante anni luce dalla banalità, mentre la batteria, come un obbediente soldato, segue le traiettorie circolari delle sei corde in una danza che ti si ficca nel cervello e nell'anima, per non uscirne più.
Dagon e Incubus alternano, con classe, brani che sono proiettili (neri) scagliati contro l'ascoltatore a rallentamenti strepitosi per la loro carica malevola, e condiscono questa dicotomia con aperture armoniche che si discostano dal metallo nero per la loro eleganza e magnificenza, pur restando assolutamente intrise di male assoluto, in un fluire di note gelide, luciferine, puzzolenti di zolfo e ritualistiche nel loro intimo significato, sulle quali si erge la voce inconfondibile del controverso leader il quale, per la prima volta, arricchisce la sua prova con partiture vocali "pulite", perfettamente integrate nello scheletro dell'album.
Un album eccellente ed elitario nella sua coerenza che, per forza di cose, sarà al vertice dell'annata estrema e sicuro punto di riferimento per chiunque voglia capire che cosa significhi saper tenere viva ed ardente la nera fiamma unendo, in un magma ribollente, la tradizione con l'innovazione.

Maestri assoluti.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 10 feb 2024 alle 12:58

Disco spettacolare, ho qualche riserva sulla voce tenuta così alta nel mix e che suona sempre troppo Immortal, ma per il resto non c'è una virgola fuori posto.

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