Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2024
Durata:48 min.
Etichetta:Naturmacht Productions

Tracklist

  1. FARA
  2. SKALKS L
  3. SKRANNA
  4. HRINGS
  5. LMASKA
  6. LACKESKUR
  7. LAUR

Line up

  • Flavio Paterno: Guitars
  • Saverio Fiore: Bass
  • Vittorio Bilanzuolo: Vocals
  • Nico Lassandro: Guitars
  • Ambrogio Locardo: Drums

Voto medio utenti

I pugliesi Dewfall in corsa dall'ormai lontano 2003, fin dalle prime note di "Fara", con un riffs a cavallo tra Windir e Taake di "Over Bjoergvin graater himmerik" (2002), ci lasciano intendere la direzione che sono intenzionati a percorrere con il loro terzo atto pagano: "Landhaskur", scagliatoci addosso con l'aiuto della mefistofelica Naturmacht Productions.

"Landhaskur" è un perfetto album di Pagan Black metal dalle costruzioni muscolari, con vari tratti abrasivi che toccano lo zenith in alcuni parossismi di nichilismo – talvolta dalle sfumature belliche –, coesistenti alla perfezione con frangenti melodici, strutture d'atmosfera dilatate, e, nell'insieme, un alone sacrale di misticismo norreno che avvolge tutto il complesso.
I Dewfall, comunque sia, si muovono su linee prevalentemente malvagie, con numerosi richiami ai maestri del genere, tra cui emergono con forza l'influenza di Hellheim e Kampfar; alcuni hooks, uniti a un certo feeling, risultano invece presi in prestito dai Dissection e, nelle tendenze al Death, innervato di melodie, si possono ravvisare anche reminiscenze dei primi Amon Amarth; tutto ciò impreziosito da clean vocals dai tratti solenni accostabili a quelle di Quorthon.
Forse, l'unico difetto di "Landhaskur", è proprio questo essere un po' troppo derivativo, ma, tuttavia, a onor del vero, bisogna riconoscere che, se si ama questo genere, allo stato attuale nessuno riesce a discostarsi da tali direttive stilistiche risultando convincente. Inoltre, è un album che si ascolta realmente con piacere, essendo dotato di quella gelida intensità, nera, a tratti nerissima, che dovrebbe rappresentare la stella polare di chiunque abbia intenzione di accostarsi al Black.

A mio avviso, "Landhaskur" riconferma la grande bontà – già dimostrata nel precedente "Hermeticus" (2018) – dell'arte estrema dei nostrani Dewfall.
Onore a loro per tenere ancora alto il vessillo italico della nera fiamma.

Recensione a cura di DiX88

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