Gli statunitensi
Architectural Genocide, dopo il discreto debutto del 2020,
"Cordyceptic Anthropomorph", tornano in questo inizio 2026, nuovamente sotto il patrocinio della
Comatose Music, con il loro secondo secondo full-length:
"Malignant Cognition".
Si tratta di un disco molto semplice, dove il verbo del Brutal Death metal classico viene declinato con un ampio utilizzo degli slam, creando una proposta che potrebbe essere inquadrata come trait d'union tra
Suffocation,
Devourment,
Skinless e
Kraanium, giusto per fare alcuni nomi.
Il growl, come ci si dovrebbe aspettare visti i gruppi citati, è totalmente inintelligibile, cangiando spesso e volentieri in un "fastidioso" pig squeal.
È una proposta adatta a pochi, vista la sua intransigenza sonora; tuttavia se siete amanti del Brutal old school potrebbe piacervi ugualmente, dato che le derive Slam sono contenute e comunque sia innestate su un telaio tutto sommato "brutalmente tradizionale".
Il problema di un album come
"Malignant Cognition" è casomai che, a differenza delle formazioni a cui abbiamo fatto riferimento, oltre a non innovare alcunché, non presenta neanche elementi di rilievo, in grado di conferire una specifica identità alla musica degli
Architectural Genocide.
In ogni caso la qualità c'è… E di questi tempi è cosa non affatto scontata.
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