Il progetto
Unfyros nasce a Oulu nel 2018 per volontà di
Anti Ittna H. (già in
Dolorian,
Hexvessel e molteplici altre entità affini), per poi evolversi nell’attuale formazione a tre con
Nox Vector alla batteria e
T. Von Kollaja al basso: un pugnale a tre lame, forgiato nell’ombra.
Attingendo alle profondità della Ostrobotnia Settentrionale, e sospinti dal richiamo di un’entità androgina, ammaliante e mentalmente possessiva, proveniente da dimensioni insondabili, gli
Unfyros riemergono dalla solitudine spettrale delle distese glaciali – squarciate dalle emanazioni del Nodo della Notte – per consegnarci il loro secondo full-length:
"Star Blood" (
Avantgarde Music).
"Star Blood" è un pellegrinaggio attraverso dissoluzione e ascesa: sette invocazioni intrecciate in circa quaranta minuti di Black metal dalle tinte Doom, dove tuttavia, a differenza di
Dolorian ed
Hexvessel, si rimane costantemente su binari traditional rigidi ed estranianti.
Con la sua musica
Anti Ittna H. sembra voler dar voce a venti arcani e famelici che soffiano sulle ombre dello scintillante specchio nero del subconscio: un‘esperienza liminale tra sussurri seducenti e vincolanti, portatori di messaggi scaturenti da oltre il velo dell’esistenza; di un veleno risvegliato, eruttante dalla memoria ctonia, che immerge l'ascoltatore in un fascio onirico primordiale e arcano.
Una mistura nera fondata su chitarre dissonanti e trasfiguranti, linee di basso lucide, monolitiche, e una batteria ipnotica, costantemente proiettata in avanti, il tutto restando sempre fedele all’incarnazione originaria della band: dunque composizioni giocate su mid-tempo di stampo old-school, atmosfere mistiche ed occulte, scolpite all'interno di camere di risonanza ascrivibili oltreché ai primi
Dolorian, agli albori di
Wyrd e
Barathrum, benché con una produzione più moderna, e con alcune partiture che assumono tinte cosmiche tra
Mortuus,
Evilfeast e
Paysage d'Hiver.
"Star Blood" è un album suggestivo, realmente ben congegnato, il quale si spinge artisticamente assai al di là dell‘orizzonte tracciato dal precedente
"Alpha Hunt" (2023): una dialettica di silenzi inscritta nel ghiaccio e nella desolazione, vera e propria cratofania che sancisce, definitivamente, la manifestazione del Sacro nella finitudine del mondo profano.
Metafisica del Sangue...
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