Copertina 7

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2025
Durata:50 min.
Etichetta:Season of Mist
Distribuzione:Season of Mist

Tracklist

  1. CRAWLING TEMPLES
  2. BASILISK TRIUMPHANT
  3. STILLBORN LITANY
  4. ASHSPAWN
  5. RAVIASAMIN
  6. SIGHTLESS
  7. CHYSALID
  8. ASHEN ADVOCACY
  9. ASSERTION

Line up

  • Nornagest: Vocals, Samples, Lyrics
  • T. Kaos: Guitars, Bass, Songwriting
  • Menthor: Drums, Percussion

Voto medio utenti

Con “Ashspawn” (Season of Mist) gli Enthroned firmano un nuovo capitolo della loro lunga carriera, ma è bene chiarirlo subito: siamo lontanissimi non solo dal primo, seminale capolavoro “Prophecies of Pagan Fire” (1995), ma anche da dischi successivi come l'eccellente “Towards the Skullthrone of Satan” (1997) e "The Apocalypse Manifesto" (1999), che pur segnando una fase già più controllata conservavano ancora un legame riconoscibile con l’identità storica della band.
“Ashspawn” si muove infatti su coordinate un po' diverse. Il Black metal proposto è durissimo, compatto, fortemente contemporaneo, con una leggera spinta Death metal che emerge tanto nel riffing quanto nella gestione dei tempi e delle strutture. Le canzoni sono costruite per colpire con efficacia immediata: blast beat incessanti, sezioni mid-tempo opprimenti, chitarre tese e metalliche, il tutto sostenuto da una produzione estremamente curata, potente e nitida, che niente lascia al caso. Dal punto di vista esecutivo e tecnico il disco è ineccepibile: suonato con precisione chirurgica, bilanciato alla perfezione e capace di sprigionare una notevole forza d’urto.
Ed è proprio qui che risiede l’ambivalenza. Se da un lato “Ashspawn” funziona come macchina da guerra della moderna Fiamma nera, dall’altro lascia un leggero senso di incompiutezza sul piano emotivo e spirituale. Sono del tutto assenti le melodie pagane, visionarie e realmente ispirate che rendevano “Prophecies of Pagan Fire” (1995) un’opera irripetibile; allo stesso modo mancano quei guizzi intuitivi, quell’aura di malvagità istintiva e quel pathos oscuro che, anche in dischi dalla produzione più attuale ("Armoured Bestial Hell" - 2001), contribuivano a rendere gli Enthroned immediatamente riconoscibili.
Il risultato è un album che appare più progettato che vissuto, più frutto di una consapevole elaborazione stilistica che di un’urgenza interiore autentica. La violenza sonora c’è, l’impatto anche, ma l’oscurità sembra disciplinata, incanalata, privata di quella dimensione sacrale e irrazionale che trasformava la brutalità in esperienza esilarante.
In definitiva, “Ashspawn” è senza dubbio – conformemente alle loro ultime uscite – un disco solido di Black metal adattato ai nostri tempi. Tuttavia, per chi guarda ai belgi come a un ensemble capace di coniugare ferocia e sentimento, rimane la sensazione che qualcosa di essenziale – il cuore nero e pulsante della loro epoca migliore – sia rimasto indietro.

Recensione a cura di James Curzi

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