Copertina 8,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:60 min.
Etichetta:Napalm Records

Tracklist

  1. SILENT DIVIDE
  2. RUE THE DAY
  3. POWER DOWN
  4. TRUST IN ME
  5. DISREGARDED
  6. TESTED AND ABLE
  7. WHAT LIES WITHIN
  8. HANG BY A THREAD
  9. SCALES ARE FALLING
  10. PLAYING ACES
  11. WHAT ARE YOU WAITING FOR
  12. SLAVE TO MASTER

Line up

  • Myles Kennedy: vocals, guitar
  • Mark Tremonti: guitar
  • Brian Marshall: bass
  • Scott Phillips:drums

Voto medio utenti

Se dopo oltre 2 decenni di attività, un gruppo decide di intitolare il nuovo album col proprio nome e nient'altro significa una sola cosa e cioè che il gruppo fa quello che gli riesce meglio; c'è sicuramente autoreferenzialità ma anche consapevolezza che i tempi sono maturi per essere se stessi e dimostrare l'essenza della propria musica.
Beh, l'album omonimo del gruppo americano è di gran lunga il loro miglior lavoro, tutti i 12 brani sono - udite bene - potenziali singoli. In "Alter Bridge" trovate potenza, melodia, linee vocali grandiose ed una produzione ( ma questo era scontato) perfetta che enfatizza ogni strumento, ogni nota. Un plauso va sicuramente al cantato di Myles Kennedy ( da sempre un singer sottovalutato a mio parere ) che alterna vocals potenti a liriche piene di pathos che ricordano l'impostazione profonda e blues di un certo David Coverdale ( "Hang By A Thread", "Scales Are Falling").
Come accennavo prima tutti i pezzi sono molto belli, non ci sono fillers e si parte alla grandissima col riff metal di "Silent Divide" ( che ricorda i Judas Priest ), passando poi per bordate Nu Metal quali le cupe "Rue The Day" e "Disregarded", ciò che piace sono i riff di Tremonti sempre potenti ed incisivi ("Power Down", la veloce "Slave To Master") mentre la sezione ritmica è precisa e martellante in grado di seguire come un metronomo i cambi di tempo che spesso arricchiscono le composizioni.
Mark Tremonti sugli scudi coi suoi riff heavy, taglienti spesso suonati con accordi alternativi ma anche melodici e con solos sempre straordinari ( su tutti quello di "Slave To Master") oltre che spalla di Myles in alcuni cantati ("Trust In Me", "Tested And Able").
Il disco è oscuro, cupo ed anche quando le melodie la fanno da padrone, aleggia un senso di alienazione che rende minaccioso e rabbioso l'intero lavoro ("What Are You Waiting For")

Ci sarebbe da capire perchè un gruppo come gli AB non sia mai esploso, sta di fatto che se questo album non li farà salire nelle graduatorie dei vostri acquisti/ascolti, forse vi meritate "artisti" quali Sfera Ebbasta !

Recensione a cura di Marco ’Metalfreak’ Pezza

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