Gli statunitensi arrivano con il terzo album, quello della maturità compositiva alla label iconica
Metal Blade Records.
Dopo il praticantato con i primi due lavori attraverso la francese
Season Of Mist, il secondo con la divisione
Underground Activists, quest’anno gettano il guanto di sfida per prendersi il trono nero.
Questo terzo album lungo quasi un’ora è dinamico, perversamente diabolico e soprattutto molto personale, dove i nostri dividono il tutto in specifici capitoli.
Nonostante sia un album che sfiora i sessanta minuti non è barboso, anzi, qui ci sono attacchi belluini come in “
Servants of darkness, guide my way I ” ma dosate con cura, perché il senso è creare una sorta di soffocante climax emotivo dove occultismo, anticristianesimo e black metal filano dritti tra mid tempo sulfurei, melodie ben dosate, persino una composizione acustica come “
Mystical creation of enlightenment” oppure pesantissimi macigni neri, basta ascoltare “
Servants of darkness, guide my way III” dove le tastiere fanno capolino per punteggiare l’atmosfera caliginosa.
La produzione è eccellente, ben dosata e potente, gli strumenti rifulgono di splendore maligno con le vocals riverberate a dare un tocco più infernale al tutto.
Signori se volete un signor disco coi fiocchi, senza sbavature, eccovelo, e va dritto nella mia top di fine anno, bravi!
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