Copertina 8,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:49 min.
Etichetta:Century Media Records

Tracklist

  1. EPHEMERAL ETERNITY
  2. DESPAIR
  3. WEEP FOR NOTHING
  4. AEON'S END
  5. FUNERAL OF EXISTENCE
  6. REALM OF ENDLESS MISERY
  7. PROPITIOUS DEATH
  8. LIFE IS A CORPSE YOU DRAG (BONUS TRACK)
  9. SANCTA MENDACIA (BONUS TRACK)
  10. THE SENTENCE OF ABSOLUTION

Line up

  • Necrobutcher: Bass
  • Hellhammer: Drums
  • Attila Csihar: Vocals
  • Teloch: Guitars
  • Ghul: Guitars
  • Garm: Unknown (track 1)

Voto medio utenti

“Liturgy of Death” uscirà il 6 febbraio 2026 per Century Media Records e rappresenta il settimo album in studio dei Mayhem. Un traguardo importante per una band che non ha bisogno di presentazioni e che, nel bene e nel male, ha scritto pagine decisive della storia del nostro amato black metal.

Sono tra quelli che — come praticamente tutti — considerano “De Mysteriis Dom Sathanas”(1994) non solo il capolavoro assoluto dei Mayhem, ma uno dei vertici insuperati dell’intero genere. È altrettanto innegabile che, dopo quell’album, la formazione norvegese abbia attraversato una fase di progressivo ridimensionamento qualitativo. Tuttavia, non ho mai condiviso l’idea semplicistica secondo cui, dopo “De Mysteriis Dom Sathanas”, i Mayhem non abbiano più prodotto nulla di realmente valido.
Anzi, "Esoteric Warfare" (2014), e soprattutto “Daemon” (2019) sono a mio avviso dischi di rilievo, e oggi appare evidente come non sia soltanto da “De Mysteriis Dom Sathanas” che si debba ripartire per comprendere appieno “Liturgy of Death”, bensì anche — e forse soprattutto — da “Daemon”. È proprio lungo questa linea di continuità che il nuovo lavoro trova la sua forza.

“Liturgy of Death” è un disco sorprendentemente riuscito, uno di quelli che non ti aspetti dopo oltre quarant’anni di carriera. Potrebbe tranquillamente collocarsi nella top ten dei migliori album del 2026. Senza timore di esagerare, siamo di fronte a uno dei lavori più riusciti dell’intera discografia dei Mayhem: probabilmente il loro vertice post–“De Mysteriis Dom Sathanas”, sorpassando perfino “Daemon” per qualità compositiva e costante tensione interna.

Musicalmente, l'opera si muove entro coordinate melodiche gelide e dissonanti, pienamente inscritte nella tradizione del gruppo. A queste si intrecciano elementi di goticismo oscuro, con atmosfere mortifere e liturgiche che richiamano una Transilvania archetipica e notturna, fuse con passaggi veloci, intricati, martellanti e particolarmente tecnici — un tratto che nei Mayhem non è mai stato un’eccezione, bensì una lezione impartita a generazioni intere di musicisti estremi.
Il black metal qui viene costantemente superato dall’interno: le strutture sono più complesse, l’andamento è irregolare, e ciò che domina realmente è un misticismo nero, occulto, totalizzante, che permea ogni nota e costituisce il vero cuore pulsante dell’album. I momenti sperimentali sono presenti, ma sempre misurati e pienamente integrati: riecheggiano alcune soluzioni esplorate nell'arco temporale compreso tra “De Mysteriis Dom Sathanas” (1994) e “Daemon”(2019), senza mai deviare dall’orizzonte evocativo, glaciale e rituale che sostiene l’intero lavoro.

“Liturgy of Death” è un LP che soltanto dei pionieri assoluti del genere potevano realizzare: tetro, coerente, profondamente suggestivo, eppure vitale. Da segnalare anche la presenza di Garm (Kristoffer Rygg) degli Ulver nella prima traccia, elemento che rafforza ulteriormente il carattere rituale e solenne dell’opera. L’artwork, nuovamente realizzato dal grande artista italiano Daniele Valeriani (Dark Funeral, Mysticum, ecc.ecc.), è semplicemente impeccabile e perfettamente allineato all’estetica dell’album.

La via nera è tracciata: i maestri ne indicano ancora una volta il percorso, e nera resta la nostra volontà.

Recensione a cura di James Curzi

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