Gli
An Abstract Illusion con "
The Sleeping City" (
Willowtip Records) giungono al terzo lavoro sulla lunga distanza ma dato che, per una di quelle strane congiunture che capitano nella vita, sulle nostre pagine non ne abbiamo mai parlato credo che qualche riga vada spesa per inquadrarli.
Nati come un trio nel 2007 a Boden, nella contea di Norrbotten nella Svezia settentrionale, dopo vari assestamenti trovano una formazione stabile grazie al fondatore, chitarrista, bassista e principale compositore
Karl Westerlund, al cantante e tastierista
Robert Stenvall ed al cantante e batterista
Christian Berglönn.
Grazie all'Ep di debutto autoprodotto "
Atonement Is Nigh" l'interesse intorno a loro inizia a crescere sino al debut "
Illuminate the Path" che conferma le ottime cose che avevano lasciato vedere, ma è con "
Woe" nel 2022 che gli
AAI dimostrano di essere una delle realtà più particolari della musica che tanto amiamo.
Arriviamo quindi ai giorni nostri ed a "
The Sleeping City": il trio è diventato un quartetto grazie all'arrivo di
Isak Nilsson dietro le pelli, novità che ha permesso a
Christian Berglönn di dedicarsi unicamente alle parti cantate.
E la loro musica vi starete chiedendo?
E' il caos assoluto che incontra atmosfere delicate, è la brutalità che incontra la bellezza: gli
AAI traggono ispirazione da generi spesso agli antipodi come il black, l'elettronica, il folk ed il prog e li piegano, li intrecciano, li fondono in un calderone di abbacinante bellezza.
Paesaggi sonori infiniti, synth che richiamano l'era delle colonne sonore sci-fi degli anni '80, cascate di chitarre acustiche, violini e violoncelli che supportano riffs taglienti e cadenze black metal il tutto enfatizzato e reso unico dalla presenza di 3 voci a dare corpo e sostanza ad un'ora di musica che ha pochi eguali.
Sette canzoni, sette modi diversi di esplorare la psiche umana, quella "
città addormentata" che spaventa ed affascina per le contraddizioni e le potenzialità che porta in sè.
Entrare nei solchi di "
The Sleeping City" è un'esperienza sonora di quelle che restano, sono i
Persefone, gli
Arcturus di "
The Sham Mirrors" che duettano con gli
In Vain di "
Aenigma": un caleidoscopio musicale che genera meraviglia e stupore.
Nota personale: "
No Dreams Beyond Empty Horizons" oltre ad avere uno dei più bei titoli mai incontrati, è (a memoria) la canzone che più ho ascoltato negli ultimi mesi.
Acquisto obbligatorio per tutti gli amanti della grande Musica.
An Abstract Illusion - "
No Dreams Beyond Empty Horizons"
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