Non poteva non funzionare la collaborazione tra le
RanestRane - realtà progressiva italiana tra le più interessanti e originali degli ultimi vent’anni - e
Steve Hogarth dei
Marillion.
In questo album dal vivo registrato a Roma nel 2024 (ma pubblicato ufficialmente solo oggi) il cantante si prodiga a reinterpretare in chiave intima e alternativa il repertorio della band madre e quello solista, con il supporto di musicisti di prim’ordine capaci di valorizzare al meglio l’indiscutibile talento dell’artista inglese.
Nella prima parte del concerto i brani sono lasciati alla voce e al solo pianoforte, ma da
“The Deep Water” in poi il contributo della formazione nostrana diventa essenziale e determinante. È davvero difficile individuare i brani meglio riusciti, considerando la ricchezza del repertorio di partenza, ma mi sento di suggerire i “grandi classici”, in particolare
“Easter”, che è sempre un gran bel sentire.
Due ore che volano.
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