I
Corpsemangle sono un duo Brutal Death metal bulgaro formatosi nel 2015 ma con all'attivo soltanto un full-length rilasciato in via indipendente nel 2026:
"Eating the Damned".
Con
“Eating the Damned”, i
Corpsemangle si collocano deliberatamente entro l’alveo più ortodosso del brutal death metal, aderendo con evidente convinzione alla grammatica codificata dal genere. L’ancoraggio alla tradizione risulta manifesto, in particolare nel debito stilistico nei confronti dei
Cannibal Corpse, il cui paradigma compositivo e timbrico viene assunto come modello quasi esclusivo di riferimento. In più di un frangente, l’impressione è quella di confrontarsi con una rievocazione dei primissimi capitoli discografici della formazione statunitense, tanto sul piano delle atmosfere splatter e gore quanto nella configurazione strutturale dei brani.
L’impianto sonoro privilegia soluzioni lineari, riffing serrato e costruzioni ritmiche compatte, secondo una prassi esecutiva che rifugge deviazioni sperimentali o torsioni imprevedibili. Tale fedeltà al canone, di per sé, non costituisce un limite: l’adesione consapevole a un’estetica determinata può tradursi in coerenza e solidità formale. Tuttavia, nel caso di
“Eating the Damned”, l’assimilazione risulta talora eccessiva, al punto da comprimere ogni slancio verso una cifra realmente distintiva. Si avverte l’assenza di una volontà di oltrepassamento, di un gesto che trasformi l’omaggio in rielaborazione personale.
Sul piano compositivo emerge, con il procedere dell’ascolto, una certa uniformità strutturale. Le tracce tendono a disporsi secondo schemi ricorrenti, senza quei guizzi improvvisi - variazioni ritmiche inattese, fratture dinamiche, soluzioni armoniche eccentriche - capaci di imprimersi nella memoria e di elevare il singolo episodio al di sopra della media qualitativa del settore. Nel brutal death metal, genere per sua natura caratterizzato da elevata intensità e forte riconoscibilità stilistica, il rischio di saturazione percettiva è sempre in agguato; senza adeguati scarti inventivi, l’impatto può gradualmente attenuarsi, trasformando la compattezza in reiterazione.
Ciò nondimeno, l’energia non difetta. L’esecuzione è animata da una carica espressiva autentica, sostenuta da un’attitudine aggressiva che testimonia convinzione e dedizione. Alcuni passaggi risultano francamente efficaci e restituiscono con vigore l’immaginario truculento e carnale proprio del genere.
“Eating the Damned” non è dunque un lavoro trascurabile: possiede forza, coerenza e un’identità stilistica definita, sebbene ancora troppo vincolata al modello di riferimento.
In conclusione, l’esordio dei
Corpsemangle può essere considerato un punto di partenza solido, seppur migliorabile. La base è consistente; ciò che si richiede, per il futuro, è un approfondimento della ricerca compositiva e una maggiore audacia creativa, affinché l’aderenza alla tradizione si trasformi in autentica maturità artistica.
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