I
Riket sono una formazione death metal svedese costituitasi nel 2016, con all’attivo un paio di EP e un full-length pubblicato nel 2026 per la
Black Lion Records:
“2026”.
“2026” si situa al crocevia tra efferatezza sonora e rievocazione storica, coniugando l’aggressività primigenia del death metal con innervature melodiche tanto nel riffing quanto nelle linee vocali, le quali rimandano a una certa declinazione del melodic death intrisa di suggestioni pagane. L’esito complessivo si attesta su una proposta stilistica oscillante tra coordinate riconducibili a
Entombed, ai primi
Amon Amarth, ai
Diabolical e ai
Paganizer, pur senza ridursi a mera derivazione.
Ogni brano, declamato in lingua svedese, si radica negli interstizi più oscuri della storia condivisa, proponendo brevi quadri di catastrofe, errore e dissoluzione umana. Ne scaturisce un corpus sonoro che amalgama compattezza timbrica, tensione narrativa dai lievi accenti epici e improvvise sfuriate increspate da un sottile piglio punk. Tale compenetrazione avviene con una certa naturalezza strutturale, garantendo un risultato coeso, scorrevole e organicamente connesso nelle sue molteplici sfumature.
Pur non collocandosi nell’ambito del capolavoro,
“2026” si configura nondimeno come un LP tutt’altro che trascurabile, meritevole di attenzione per coerenza espressiva e solidità d’insieme.
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