Il Re dell'horror-industrial Metal,
Rob Zombie, è tornato col nuovo album di inediti il cui titolo "
The Great Satan" rimanda all'omonimo brano dei Ministry tratto dal disco "Rio Grande Blood" del 2006.
E indubbiamente le due band hanno molti tratti in comune, in primis i testi politicizzati esplicitamente anti-sistema USA ma soprattutto la forte matrice industrial della loro proposta. Rob Zombie aggiunge un'aurea malvagia e sinistra mutuata dalla sua fortunata carriera parallela di regista horror di successo, il fatto sta che il nuovo lavoro è molto metal con chitarre chirurgiche che tagliano riff serratissimi come in "
Heathen Days" o nelle veloci "
Punks And Demons" e "
The Black Scorpion", così come in altre composizioni più cadenzate nelle quali le campionature industrial non sono mai esagerate ma si inseriscono perfettamente nel corpo della canzone, il tutto condotto dalla voce cattiva e duttile del buon Rob. Non mancano brevi parti "spoken" come intro o come breaks nelle canzoni e non mancano le sapienti tastiere cupe e tenebrose, tutti i pezzi sono potenziali hits, no fillers, partendo dalle "disco - oriented" "(
I'm a ) RnR Roller" e "
Black Rat Coffin", passando per il potente mid-tempo di "
The Devilman" e la dissacrante "
Revolution Motherfuckers". Da segnalare in chiusura il minuto scarso "
Grave Discontent", perfetto per l'horror-prog dei mitici, nostrani, Goblin dei '70.
Il disco è energico, veloce e in soli 39 minuti condensa il meglio del moderno industrial metal con buona pace di band pompose ( e pompate ) tipo Rammstein.
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?