Nella musica dei
Black Lung ho da sempre riscontrato una sorta di “urgenza” moderna.
Nulla che sconfessasse la venerazione per la tradizione dell’
heavy-psych e dello
stoner-rock, ma a differenza di tanti altri frequentatori del settore, il loro approccio non è mai stato supinamente
revivalistico, ampliando il lessico sonoro a variegate suggestioni espressive.
Impressione confermata e amplificata dall’ascolto di “
Forever beyond”, quinto
album di una parabola discografica che verosimilmente avrebbe meritato maggiore attenzione e considerazione rispetto a quella che ha effettivamente ottenuto.
Nella speranza che il
cocktail musicale (qualcosa tra Hawkwind, Quicksilver Messenger Service, All Them Witches, QOTSA e Radiohead) proposto dal gruppo di Baltimora ottenga finalmente la “giusta” visibilità, scorriamo l’abile e sagace dosaggio delle influenze a partire dall’eccellente atto d’apertura denominato “
Traveler”, pregno di stranianti dilatazioni psichedelico-spaziali e capace di catalizzare i sensi fin dal primo contatto.
Non è da meno lo stordente e avvolgente magnetismo di “
Death & co.”, mentre con “
Savior” la raccolta acquisisce una fascinosa aliquota di languidezza sonica, intrisa in maniera equanime di alienazione ed affabilità.
Arrivati a “
Follow”, diventa ancora più chiaro come la passione nei confronti dei nobili dogmi dello
stoner non implichi necessariamente un orientamento soltanto celebrativo e situazione analoga la ritroviamo pure in “
Forever beyond me”, che mescola con perizia ZZ Top, QOTSA e Masters Of Reality.
L’
epos magniloquente e “concentrico” di “
Border hoarder” garantisce all’astante altri cinque minuti abbondanti di felice straniamento sensoriale, così come la carica energetica e lisergica di “
Scum”, assicura al suddetto la possibilità di godere di una visionaria ed efficace rilettura dell’arte Kyuss-
iana.
“
Forever beyond” macina gli assiomi di un genere codificato e rigoroso “per natura” e li restituisce in qualche modo “ristrutturati”, pur senza perdere di riconoscibilità … il “segreto” di tale encomiabile risultato risiede nel nobile trittico ispirazione, cultura, capacità comunicativa, tutta “roba” che i
Black Lung possiedono e dispensano in maniera ampia ed abbondante.
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