Che sia il 2026 l’anno del death metal?
Questa è la domanda che mi sono posto, dopo l’ottimo risultato ottenuto dai
Monstrosity ecco arrivare la risposta dal quartetto di Yonkers, New York.
Queste colonne del metal estremo dopo quattro anni hanno partorito un album granitico, che non cala di un millimetro il suo impatto; il vocione di
Ross Dolan è un marchio di fabbrica, possente, profondo e cavernoso, qui abbiamo scudisciate pesantissime, lente soffocanti con riff maligni e tracce invece che ti stendono con blast beats martellanti e chitarre che sono pura manifestazione di cosa voglia dire suonare death metal.
Qui si trova anche della melodia in alcuni passaggi, usata in modo sulfureo oppure negli assoli, o anche nel penultimo brano interamente strumentale.
Una menzione devo farla nei confronti della produzione che esalta tutti gli strumenti, con una batteria potente, chiara e dinamica, una vera discesa negli inferi, permettetemi il gioco di parole, questo album va preso assolutamente, personalmente lo segno e lo tengo buono per la mia top di fine anno, ottimo e abbondante.
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