Gli statunitensi con base in Germania però, stanno per tornare con un album abbastanza lungo ma intenso.
Un disco nuovo fatto da sei pezzi ma che valgono il viaggio sonoro ma per godervelo appieno dovreste essere nel mood emotivo giusto.
Qui abbiamo un frullato dove psichedelia, prog irrobustito da chitarre hard, tastiere spaziali e qualcosa dei
Mastodon di metà carriera ti conquista.
La personalità del quartetto è incredibile, perché si sente la tecnica, ma anche l’emozione che ti coinvolgono le tracce, pur essendo quasi tutte lunghe non annoiano costringendoti a passare alla successiva.
La voce è molto evocativa, riverberata appositamente perché sia concepita come un elemento interno agli strumenti e non “sopra”; la produzione è ben bilanciata da pulizia e potenza ma senza qual sapore di finto che purtroppo ammorba molti dischi.
Davvero un gran bel disco di musica dura, perché non si può definire metal ma neanche classicamente hard rock, bravi
Elder.
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