Copertina 7

Info

Anno di uscita:2026
Durata:67 min.
Etichetta:El Puerto Records

Tracklist

  1. END OF THE NIGHT
  2. NOT ALONE
  3. STILL ALIVE
  4. SO FAR AWAY
  5. SOMEWHERE IN THIS UNIVERSE
  6. LEARN TO LIVE
  7. PRIDE
  8. IGNORANCE
  9. BETTER
  10. IN HEAVEN NOW
  11. TONIGHT IS WHAT IT MEANS TO BE YOUNG

Line up

  • Marco Pastorino: vocals
  • Jens Faber: backing vocals, guitars, bass, piano, keyboards
  • Patrick Klose: drums

Voto medio utenti

Periodo proficuo per celebrare l’arte di Jim Steinman … prima la pubblicità di una nota casa automobilistica (con "I'd do anything for love (but I won't do that)" e oggi addirittura un’intera incisione discografica ispirata dal compositore americano, intitolata “Alive in hell” e proposta dai Neverland Train.
Un’operazione che il mastermind del progetto Jens Faber (Dawn Of Destiny) aveva già, in maniera analoga, riservato ai Savatage (Legions of the Night) e che oggi, con il fattivo contributo di Marco Pastorino (Temperance, Fallen Sanctuary, Virtual Symmetry, …) e Patrick Klose (ex Dawn Of Destiny, Iron Savior), ha l’intento di riportare in auge lo stile melodrammatico di uno degli autori più geniali e anticonformisti degli anni ottanta, così seminale per intere generazioni di musicisti propugnatori di atmosfere solenni, teatrali ed evocative.
Una “roba” non esente da appena un pizzico di sconfinamento nel kitsch e che ciononostante, oltre ad essere molto peculiare, ha insegnato a molti come infondere al rock (e all’heavy metal) un sinfonico senso di tragedia, senza sminuirne il tipico valore ribelle e catartico.
Dieci canzoni originali e una sola vera cover ("Tonight is what it means to be young", scritta per la colonna sonora di "Streets of fire" e qui cantata dalle ospiti Jeanette Scherff e Aeva Maurelle) finiranno così per intrigare chi nella musica cerca un approccio istrionico e magniloquente, alimentato dalla nobile lezione espressiva di Steinman, ma in parte “aggiornato” in modo da poter attrarre pure tutti gli appassionati di metal melodico dal carattere enfatico.
Con un Pastorino sugli scudi e un songbook di livello, che evita sia ridondanze e sia tentazioni fastidiosamente imitative, “Alive in hell” si rivela, dunque, un disco che mescola elegia, lirismo, apoteosi e tensione, il tutto integrato e armonizzato proprio come piacerebbe al “papà” del genere.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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