Periodo proficuo per celebrare l’arte di
Jim Steinman … prima la pubblicità di una nota casa automobilistica (con "
I'd do anything for love (but I won't do that)" e oggi addirittura un’intera incisione discografica ispirata dal compositore americano, intitolata “
Alive in hell” e proposta dai
Neverland Train.
Un’operazione che il
mastermind del progetto
Jens Faber (Dawn Of Destiny) aveva già, in maniera analoga, riservato ai Savatage (Legions of the Night) e che oggi, con il fattivo contributo di
Marco Pastorino (Temperance, Fallen Sanctuary, Virtual Symmetry, …) e
Patrick Klose (ex Dawn Of Destiny, Iron Savior), ha l’intento di riportare in auge lo stile melodrammatico di uno degli autori più geniali e anticonformisti degli anni ottanta, così seminale per intere generazioni di musicisti propugnatori di atmosfere solenni, teatrali ed evocative.
Una “roba” non esente da appena un pizzico di sconfinamento nel
kitsch e che ciononostante, oltre ad essere molto peculiare, ha insegnato a molti come infondere al
rock (e all’
heavy metal) un sinfonico senso di tragedia, senza sminuirne il tipico valore ribelle e catartico.
Dieci canzoni originali e una sola vera
cover ("
Tonight is what it means to be young", scritta per la colonna sonora di "
Streets of fire" e qui cantata dalle ospiti
Jeanette Scherff e
Aeva Maurelle) finiranno così per intrigare chi nella musica cerca un approccio istrionico e magniloquente, alimentato dalla nobile lezione espressiva di
Steinman, ma in parte “aggiornato” in modo da poter attrarre pure tutti gli appassionati di
metal melodico dal carattere enfatico.
Con un
Pastorino sugli scudi e un
songbook di livello, che evita sia ridondanze e sia tentazioni fastidiosamente imitative, “
Alive in hell” si rivela, dunque, un disco che mescola elegia, lirismo, apoteosi e tensione, il tutto integrato e armonizzato proprio come piacerebbe al “papà” del genere.
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