È lodevole la cura riservata alle composizioni di
“Minutiae”, l’ultimo album del pianista
Fabio Anile. I tanti ospiti di lusso (da
Bernhard Wagner a
Stephan Thelen, passando per
Michael Peters e
Jon Durant) impreziosiscono un lavoro la cui gestazione è durata oltre dieci anni.
Il pianismo rarefatto di
“Compás” rievoca le produzioni della Obscure Records di Brian Eno, mentre gli incastri ritmici dei King Crimson degli anni Ottanta emergono in
“Dance” e nell’intrigante
“Planet Nine (Orbits)”, in cui si intuisce pure l’influenza dei Tangerine Dream del primo periodo.
“Foglie Morte” sembra ispirata al Keith Jarrett più solare, mentre i toni cinematografici e ipnotici di
“Mysterious Counterpoint” fano il paio con l’ossessiva
“More Than 12”, dove la vera protagonista è la chitarra distorta del sopraccitato
Peters.
I connotati epici e progressivi della lunga
“Shifting Trains” chiudono un disco a cavallo tra musica colta e musica di consumo come non ne sentivo da diverso tempo.
Thumbs up.
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