I
Konquest stanno dando continuità alla propria proposta. Tocca quindi ora a "
Dark Waters", uscito ancora con il supporto della
No Remorse Records, come già per il precedente "Time and Tirrany" (2022).
Ma la continuità nel percorso musicale dei
Konquest, o meglio del loro mastermind
Alex Rossi, non si limita solo all'aspetto quantitativo, dato che il fil rouge avviato con l'esordio "The Night Goes On" (uscito nel 2021 per la Iron Oxide Records) non si è certo spezzato, sia per la coerenza musicale sia per la qualità messe in campo.
Come nelle due già citate precedenti uscite la principale influenza resta sempre un Heavy Metal di chiaro stampo ottantiano, più dalle parti dei Diamond Head che dei Tokyo Blade, ma sicuramente con gli Iron Maiden tra i principali riferimenti, al pari delle influenze degli irlandesi Thin Lizzy, mentre spostandoci sino in Svezia, nei solchi di "
Dark Waters" c'è molto degli Heavy Load e, in particolare su "
Mindwanderer" e "
Man with a Stone", qualcosa dei Gotham City. Il tutto con soluzioni che ritrovo anche negli Züül e soprattutto negli High Spirits, altra one man band, dove, infatti, il leader è da sempre Chris Black, cui li accomuna una resa sonora piacevolmente vintage.
L'album è un concept che raccoglie i sogni del protagonista di questa storia e che portano tanto lui quanto noi lungo quei viaggi nel tempo e nello spazio, che vengono poi messi in musica da
Alex Rossi. Con qualche ingenuità (come quegli "ohohoh" su "
One Ticket for One Ride") e una fin troppo evidente deriva maideniana (su tutte nello strumentale "
The Giant") che possiamo cogliere qua e là che tendono a smorzare un po' l'effetto di episodi come la stupenda titletrack, la graffiante e incalzante "
Over the Edge" e l'imponente traccia conclusiva
"Kubla Khan (a Vision in a Dream)", che largamente acustica e dilatata (con più di qualche rimando agli ultimi Iron Maiden ma anche alla datata "Still Life") sottolinea il talento compositivo ed esecutivo di
Rossi, il quale - e non solo in questo frangente - se la cava in maniera eccellente sia alla voce sia a livello strumentale, con particolare riguardo alla sua performance con la chitarra.
Che dire ancora se non che... i
Konquest ci
konquistano.
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