L'attuale industria discografica è davvero una brutta bestia che è diventata sempre più spietata grazie anche ai social e alle varie piattaforma di streaming che hanno letteralmente svenduto e svalutato quest'arte.
Guardiamo ai
Sepultura: lasciando perdere per un attimo cosa ne si pensa dell'era
Green, quando annunciarono il tour di addio tutti avremmo pensato che sarebbe stato un addio temporaneo… dopotutto a quante bieche operazioni del genere abbiamo assistito nel corso degli ultimi 20 anni? Tante, troppe ed ecco che siamo tutti molto più mal fidenti dinanzi a quelle che sono delle vere e proprie truffe legalizzate.
Poi si è visto che il tour non finiva quando doveva finire secondo i piani originali e alcune interviste molto vaghe e aleatorie di
Kisser et voilà, la reunion con i
Cavalera Bros ormai è telefonata: scriveteci nei momenti quando avverrà secondo voi.
Tornando in topic, gli ultimi due album dei
Sepultura ("
Machine Messiah" del 2017 e "
Quadra" del 2020) avevano convinto parecchie persone, ridando credibilità ad un nome che per anni aveva vissuto un brutto declino, ma dopo l'annuncio del tour di addio (facciamo finta di credere che effettivamente sarà così…) chi si aspettava della nuova musica da parte del gruppo di Belo Horizonte? Credo nessuno e invece in questo 2026 arriva questo "
The Cloud Of Unknowing", Ep che sarà quasi sicuramente l'ultima cosa fatta dal buon
Derrick Green alla voce. Un po' triste pensare che dopo una doppietta di lavori così convincenti, QUESTI
Sepultura ci saluteranno con un live "in quarantena" ("
SepulQuarta" del '21) e questo quattro pezzi di inediti.
Ascoltando l'ep fanno rabbia le ultime mosse del gruppo, perché questi pezzi, al di là di quanto possano dire le vedovelle dei
Cavalera, sono dei bei pezzi.
C'è il classico Thrash Metal un po' moderno e un po' sporcato dal Death Metal tipico degli ultimi
Sepultura, con piccoli guizzi qua e là (il pianoforte Jazz di "
Sacred Books" o le incursioni sinfoniche di "
All Souls Rising"), qualche abbaglio melodico che male non fa (e che dimostra quanto
Green sia migliorato a livello vocale rispetto a quasi trent'anni fa) e i soliti assoli di chitarra IMPECCABILI di
Andreas Kisser. Quest'uomo è un musicista sottovalutato, visto che non solo trasforma qualsiasi (o quasi) sviso in un gioiello, ma fu con il suo ingresso che ai tempi la band fece il vero salto di qualità.
Poco più di un quarto d'ora di musica che fa intravedere grandi potenzialità, tarpate da operazioni commerciali che di METAL non hanno assolutamente NULLA è che invece sono all'ordine del giorno nella Pop Music. Davvero triste assistere a queste dinamiche, ma il metallaro medio è diventato quello che in origine voleva combattere e quindi assistiamo a questi patetici teatrini.
Meno male che nell'underground "le insegne luminose che attirano gli allocchi" (semi cit.) difficilmente ci potranno essere.
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