Si tratta di un vero e proprio
“progressive bass journey” quello proposto dall’instancabile
Alberto Rigoni e dai leggendari
Stu Hamm e
Michael Manring.
L’introduttiva
“Genesis” detta le coordinate di un lavoro basato su composizioni musicalmente vincenti, crimsoniche ma personali, tecniche ma accessibili. Le sonorità muscolari e a tratti mediterranee di
“Echoes Of The Machine” sfociano nelle atmosfere più eteree e cinematografiche di
“The Algorithm”, mentre
“Entropia” è il manifesto di certa fusion più audace.
Episodi claustrofobici come
“Limbo” e
“Ethereal Horizon” controbilanciano la conclusiva titletrack, che mi ha ricordato le prime cose degli Aristocrats. La melodia torna protagonista in
“Born From The Ashes” (con il cameo di
Tim Alexander alla batteria), dove emergono le straordinarie doti strumentali dei musicisti, così come in
“Solar”, che a suo modo rievoca il celebre standard di Miles Davis.
Well done.
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