Copertina 6

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:48 min.
Etichetta:Independent

Tracklist

  1. DEFENDERS
  2. ETERNAL EMPEROR
  3. DREAMLESS SEA
  4. DEADHOUSE GATES
  5. LINE OF FIRE
  6. BLOOD AND STEEL
  7. SHADOW OF TIME
  8. DARK DEMANDS
  9. STARLIGHT
  10. SACRED FIRE

Line up

  • Leighton Holmes: bass
  • Max Friesen: drums
  • Chris Osterman: vocals, guitars
  • Megan Merrick: guitars

Voto medio utenti

Forti di due dischi promettenti, anche se oramai lontani nel tempo, a metà strada tra NWOBHM e speed-US power, come il debutto Curse Of The Voodoo Queen (2011) e il successivo Gates Of Eternity (2013), i canadesi Iron Kingdom, anziché compiere il definitivo salto di qualità, hanno assistito inermi al prematuro affievolimento della propria fiamma creativa, realizzando un paio di album trascurabili, salvo poi, lasciare nuovamente intravedere un barlume di speranza, in occasione dell’ultimo The Blood Of Creation (2022).
Shadows And Dust, sesto sigillo discografico dei Nostri, è un’ulteriore testimonianza delle difficoltà compositve che hanno sempre accompagnato la band quando si tratta di alzare il tiro, attraverso una scrittura di livello superiore, palesando viceversa, le consuete luci e ombre che contraddistinguono il loro song-writing nonostante, a onor del vero, vada riconosciuta loro una dedizione alla causa di tutto rispetto.
In quest’ultimo lavoro infatti, non mancano i brani validi, specialmente dal punto di vista strumentale, anche se inevitabilmente, alcuni spiccano sugli altri (su tutti, citiamo la bellicosa Line Of Fire, la “priestiana” Dark Demands o la conclusiva Sacred Fire, che probabilmente, si può ritenere l’episodio migliore dell’intero full-length), facendosi apprezzare per la loro musicalità velenosa e per i buoni intrecci tra le chitarre di Megan Merrick e Chris Osterman.
Fin qui tutto bene, ma….
Proprio Chris Osterman, indossando anche i panni del singer, rappresenta il primo limite compositivo degli Iron Kingdom, essendo dotato di un timbro eccessivamente nasale che, in alcuni frangenti, sfiora la cacofonia musicale.
Oltre a quanto sopra, determinate soluzioni adottate, sebbene musicalmente apprezzabili, non convincono, rivelandosi eccessivamente scolastiche e oltremodo abusate (emblematiche, in tal senso, Blood And Steel e Shadow Of Time), impedendo al sound della band di trovare la propria strada, e mancando cosi di incisività.
Intendiamoci, Shadows And Dust è un disco gradevole ma, alla lunga, rischia di stancare e inoltre, oggettivamente, non aggiunge nulla a quanto già fatto in passato dai canadesi che anzi, ancora una volta, danno la netta impressione di non riuscire a trovare la classica zampata vincente con cui trasformare un lavoro, poco più che sufficiente, in qualcosa di decisamente migliore, capace di lasciare il segno.
Insomma, se gli Iron Kingdom in tutti questi anni e dopo ben 6 capitoli discografici, non hanno ancora riscosso i consensi sperati, nonostante le ottime intenzioni che li animano, forse qualche responsabilità ce l’hanno anche loro, specialmente sotto il profilo della personalità; la solita storiella della "band sfortunata che raccoglie meno di quanto merita" non può essere utilizzata sempre come alibi!




Recensione a cura di Ettore Familiari

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