Anche i
Voivod si sono fatti fregare dalla fregola di fare un album dal vivo con l’orchestra, domanda che qualcuno si sarà posto, “Capolavoro, o cagata pazzesca? (citazione “
Secondo Tragico Fantozzi")”.
Adesso vi dico la mia, l’album non è male, ma non è eccezionale, perché il disco registrato con l’orchestra sinfonica del Québec il 4 giugno del 2025 ha un difetto non da poco.
I canadesi sono riusciti a costruire un suono personale, mixando varie influenze inserendo melodie sghembe attraverso un racconto fantascientifico creato dalla band e le atmosfere spaziali con questa soluzione sinfonica a volte non sono pervenute.
Invece che cercando di creare qualcosa che andasse in simbiosi, qui a volta l’orchestra sottrae, invadendo il campo con il basso e chitarra messi dietro, in altri invece la formula riesce creando un quadro sonoro da film di fantascienza.
Peccato, perché l’esperimento avrebbe potuto dare qualcosa di più, ma è difficile far convivere questi due mondi e qui si è percepito, album buono ma non un caposaldo.
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