Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:42 min.
Etichetta:Pelagic Records

Tracklist

  1. FEU D’UN REGARD
  2. ENNUI ENNEMI
  3. MON RêVE ANIMAL
  4. JE EST ABSENT
  5. AUX INUTILES
  6. NOUS, LE VENIN

Line up

  • Maël Pretet: drums
  • Alexandre Bérenguer: guitar
  • Olivier Lolmède: guitar, vocals
  • Théophile Antolinos: bass

Voto medio utenti

Quello dei francesi Mourir, qui al loro secondo full, è un approccio al Black Metal molto particolare e, senza dubbio, distantissimo dalle coordinate tipiche del genere.
"Nous, le venin", licenziato dalla Pelagic Records, è, infatti, un lavoro dal taglio fortemente moderno che, al gelo dentro il quale è sempre avvolto il Black, sostituisce il caldo, asfissiante, delle lande desertiche, creando una miscela, dal sapore aspro, di Post Metal (Neurosis su tutti), Sludge, Stoner e chiari riferimenti ai maestri scandinavi che, nei primi anni '90, il genere lo hanno creato e canonizzato.
Il risultato di questa formula, dalle frequenze basse e distorte, è spiazzante: da un lato emerge, con energia, l'aspetto crudo ed alienante dell'album, dall'altro, al contrario, assistiamo a squarci quasi eterei che illuminano la musica con colori melodici inaspettati anche se, per tutta la durata del disco, si ha sempre una spiacevole sensazione di desolazione la quale, come un manto, avvolge ogni nota, sia quando i Mourir, in blast beats, ci ricordano le loro origini, sia quando i momenti acustici, in pieno desert style, portano i nostri pensieri lontani con una ferocia che definirei lisergica ed accattivante.
"Nous, le venin", insomma, non è un lavoro banale ne, tantomeno, scontato, ed avrà bisogno della vostra apertura mentale per essere apprezzato nel suo senso più profondo, quello di una band che rivolge il suo sguardo, distaccato, verso una società moderna sempre più slegata ed inospitale per coloro i quali cerchino un significato nella crudeltà e nell'assurdità di un mondo apparentemente insensato...

Un'ode indifferente alle cose umane ed una musica che riesce a bruciarti la pelle e seccare gli occhi...
Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

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