Qualche tempo fa ho cercato di dirigere l’attenzione dei
melomani di
Metal.it sulla ristampa del favoloso lavoro eponimo dei
Sahara, “riesumato” dai pantani artistici degli anni duemila dall’encomiabile iniziativa della
Pride & Joy Music.
Uno dei principali artefici di quel gioiellino di puro
AOR scandinavo è
Ulrick Lönnqvist, un artista non esattamente “al centro dei riflettori”, ma come ben sanno tutti i prestigiosi musicisti che hanno collaborato con lui a vario titolo (
Kent Hilli,
Rob Moratti,
Robin McAuley,
Jim Jidhed, …), di certo una personalità di spicco nell’ambito del
rock melodico internazionale.
Nel 2017 il nostro cerca di acquisire una nuova “visibilità” grazie ai
Code Red, che istituisce assieme a
Morgan Jensen (Swedish Erotica), completandone i ranghi con specialisti del settore del calibro di
Michael Palace (Palace, Kryptonite, …),
Daniel Flores (dal
curriculum infinito … si è anche occupato della produzione del disco),
Oscar Bromvall (Erika, Palace, …) e
Kaspar Dahlqvist (Shadowquest, Dionysus, …).
Il risultato è “
Incendiary”, divenuto nel tempo di non facile reperibilità, oggi agevolata ancora una volta dall’etichetta tedesca nella sua preziosa sezione
Classixx, divenuta un autentico strumento di “redenzione” per tutti i
rockofili apprendisti, negligenti o semplicemente distratti.
Eh già, perché siamo di fronte ad un altro scintillante esempio di sonorità colte, ammalianti e raffinate, che attingono dalla
Grande Storia del genere di marca statunitense per ammantarla di sensibilità e perizia svedese, aggiungendo all’impasto il fondamentale apporto di “freschezza” necessario a non apparire eccessivamente nostalgici e commemorativi.
La partenza, affidata a “
I won’t be your hero”, introduce l’astante ad un contesto sonoro al tempo stesso energico e vellutato, sulla scia di Alien e di certi Bad Habit, e situazione analoga la ritroviamo pure in “
Heat of the night”, ulteriormente sublimata da chitarre pungenti e da un
refrain da contagio istantaneo.
In “
Lift me up” si privilegia la componente più
poppettosa e compiacente della situazione, mentre con “
My Hollywood ending” e la FM-
esca “
Saving grace” il
focus espressivo ritorna sui canoni “classici” del
rock adulto, splendidamente trattati da una formazione musicale che abbonda in termini di finezza esecutiva e ispirazione melodica.
La brezza solenne di “
Eternal pretender” aggiunge altro
pathos evocativo alla raccolta, emozione che si trasforma in pura suggestione romantico-elegiaca in “
Like I remember you” e “
Returning the flame”, perfetta per essere alternata agli impulsi garbatamente dinamici di “
Forever and a day” e “
Are you leaving now”, a ulteriore conferma della doverosa presenza di “
Incendiary” nelle migliori discoteche melodiche del globo terracqueo.
Meriti che questa versione del disco incrementa grazie ad un’efficace rimasterizzazione curata da
Jimmy Gunnarsson e all’inclusione di tre intriganti
bonus-track: la grintosa “
Into the fire” (concessa a
Rick Altzi per il suo lavoro solista “
All eyes on me”) e la satinata “
Some of us”, destinate al secondo albo della
band mai realizzato, e la registrazione
demo di “
Saving grace”, caratterizzata da un arrangiamento leggermente differente.
Un motivo in più per impossessarsi di una delle trecento copie in
Cd (ma c’è anche in “digitale” …) messe a disposizione dalla
Pride & Joy Music … ordinatelo subito (magari assieme ai Sahara) … non ve ne pentirete!