Non sono un grande estimatore degli
album di
cover, e pur con tutta l’enorme stima che nutro nei confronti dei
Tesla, mi sono avvicinato a questo “
Homage” con una certa “circospezione” (tenendo anche conto che si erano già dedicati al tema con i due capitoli di “
Real to reel”).
Una “diffidenza” dettata non tanto dal rischio di una prestazione inconsistente da parte di una formazione dotata della cultura e dei mezzi necessari per affrontare senza troppi imbarazzi un assortimento di brani piuttosto variegato, semmai dal possibile “significato” che un disco del genere poteva avere nelle frenesie del mercato contemporaneo.
Ebbene, dopo l’ascolto reiterato di “
Homage” un “senso” da attribuire all’opera alla fine l’ho trovato: divertirsi e divertire l’ascoltatore attraverso una raccolta di “classici” intrisi di un
feeling e di un trasporto emotivo ben superiori alle aspettative.
Difficile stabilire se tale rilievo sia sufficiente ad attrarre qualcuno che non appartenga alla (ricca) schiera dei fedeli
fans dei
rockers americani, ma la fruizione dell’albo è consigliabile a tutti quelli che anche da come “affronta” un
remake ricavano indicazioni utili a determinare il valore di una formazione musicale.
Rispetto, sensibilità, vocazione e temperamento interpretativo sono gli elementi chiave per non apparire “vanagloriosi”, e se l’ambito stilistico scelto è sostanzialmente fatto di
soul,
rhythm & blues e
southern, diventa forse ancora più importante distinguere l’
omaggio sentito da una semplice trascrizione in “bella calligrafia”.
In una raccolta in cui
Jeff Keith emerge da autentico “trionfatore” (e il “confronto” non è spesso affatto banale …
Sam Cooke,
Freddie Mercury, addirittura
Etta James …) non troverete momenti poco ispirati, all’interno di una selezione che anche quando appare un po’ più “convenzionale” (“
I got you”, “
Have you ever seen the rain”, la ultimamente apprezzata pure dalla pubblicità “
Give a little bit”, …) non smarrisce il
focus espressivo, sviluppando arrangiamenti costantemente emozionali e pertinenti.
Riscoprire anche gli “originali”, per una pronta certificazione della suddetta considerazione, diventa così un esercizio ancor più utile e raccomandabile, riconoscendo altresì quanto i nostri abbiano metabolizzato quel
background così importante per la loro memorabile parabola artistica.
E, a proposito di un felice prosieguo di carriera, l’ultima buona notizia di “
Homage” la riserva l’inedito “
Never alone”, un intrigante frammento elettroacustico pregno di calore e ruvida malinconia che fa ben sperare per il futuro della
band.
Tanti motivi per riaccendere i riflettori sui
Tesla, insomma, e contemporaneamente un’ottima occasione per “ripassare” le radici del
rock n’ roll.
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