I
Verfall sono una Black metal band statunitense formatasi nel 2025 e con all'attivo la pubblicazione di due EP e due full-length, tutti rilasciati nel 2026 tramite la
Poisoned Furrows Records, di cui l'ultimo è
"Death Shall Be Their Shepherd".
"Death Shall Be Their Shepherd" evolve la proposta sonora dei
Verfall che, se ci riferiamo al primo lungo,
"Erfroren wo ich Zurückgelassen wurde" (2026) — e grossomodo anche ai due EP —, il quale si muoveva su coordinate atmosferiche tendenti al DSBM e con forti influenze del
Conte e dei primi
Forgotten Woods, qui invece le composizioni diventano più complesse e stratificate, si allunga il minutaggio e vengono inserite — senza scalfire minimamente l'abrasività nera e alienante tipica delle prime release di metà anni '90 — un insieme di cromature più eterogenee ed espressive, con vocal che emergono dense di pathos in un coagulo di afflati nostalgici, disperati, annichilenti e al tempo stesso attraversati da filigrane epiche, probabile simbolo di rivalsa, il cui successo espressivo è assicurato, finanche, dall'esplorazione di vari registri di scream in cui trovano respiro, di tanto in tanto, perfino brevi sezioni contraddistinte da growl profondi.
Inoltre, in termini complessivi, si ravvisa un songwriting in evoluzione, in quanto le strutture tipicamente iconoclaste — violente e segnate da blast beat micidiali per quanto concerne tiro e velocità — si amalgamano con frangenti Post e dinamiche Progressive che lasciano spazio a un guitarwork elaborato, talvolta struggente nelle parti soliste, per una proposta generale collocabile nell'ampia cornice della Fiamma nera atmosferica, qui declinata in una delle sue vesti più ancestrali, nonostante il lavoro in fase di produzione (lo-fi) sia stato astutamente ricalibrato sui parametri dei tempi ultimi.
Per quanto mi concerne, la complessità strutturale di
"Death Shall Be Their Shepherd", le sue tendenze Progressive vagamente melodiche e talune suggestioni mistiche, mi hanno richiamato alla memoria, perlomeno per degli aspetti peculiari, il capolavoro
"Dead as Dreams" (1999) dei connazionali
Weakling — vero e proprio disco spartiacque tra la prima generazione nera statunitense (
Absu, Ritual, Black Funeral, Judas Iscariot, Von, Grand Belial's Key etc.) e la seconda, particolarmente influente soprattutto per lo sviluppo del Cascadian, ma non solo. Ovviamente, non siamo ai livelli di una pietra miliare simile, e tra l'altro vi sono sensibili differenze stilistiche, il riferimento era giusto per offrire al lettore un ulteriore punto di orientamento.
In ogni caso, questa seconda opera lunga dei
Verfall è realmente degna di nota… Raramente riesco a trovare un album di Black metal che per ben 72 minuti riesca a insinuarsi al mio interno con tanta profondità, e a tenermi interessato per tutto l'ascolto.
Per quanto mi riguarda si tratta di una delle uscite più gradite degli ultimi mesi.
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