Anche per l’Anima Perduta è giunto il momento di raccogliere, all'interno di un album, i propri ricordi più intimi, prima che questi, svaniscano definitivamente, inghiottiti dalle nebbie del tempo.
Cosi, al settimo sigillo discografico (il terzo negli ultimi 4 anni), i
Memories Of A Lost Soul, creatura partorita ormai più di 30 anni fa, dalla mente geniale e irrequieta di
Giuseppe “Buzz” Nicolò, decidono di rilasciare un lavoro intitolato, appunto,
Lost Memories, uscito per
My Kingdom Music.
A livello di line-up, si registra l’ingresso in formazione di
Demetrio “Vein” Calafiore al basso che, oltre ovviamente al veterano
Buzz (voce e chitarra), affianca i fedelissimi
Gianfranco “Noxifer” Logiudice alla batteria e
Annalisa “Dysphoria” Logoteta alle tastiere.
Lost Memories è un disco in linea con le altre produzioni della band; un lavoro molto profondo, in cui dramma e sogno si fondono in un’amorosa danza, tanto romantica quanto malinconica, la cui intensità emotiva, sebbene difficile da esprimere attraverso composizioni complesse, a metà strada tra prog e melodeath, emerge prepotentemente da subito, già in occasione della opener
Five Centimeters To Suicide, proseguendo poi inesorabilmente con le angoscianti
The Negative Man e
Fed By Suffering Again.
Come vuole la tradizione, il fiore all'occhiello nel processo compositivo dei Nostri, consiste nella perfetta interazione tra ferocia ed eleganza, due facce della stessa medaglia o, se preferite, due anime complementari che, nel bene o nel male, lasciano una traccia indelebile all’interno della sensibilità dell’ascoltatore. Questo fenomeno si rivela un vero e proprio marchio di fabbrica, identificabile in tutti i progetti di
Buzz ma, nei dischi dei
Memories Of A Lost Soul, tale turbinio emotivo raggiunge il suo apice, riuscendo a scavare un solco nell’anima del pubblico. Emblematici, in tal senso, brani quali il suggestivo intermezzo strumentale
Living Hope, la toccante e, al tempo stesso crudele,
Shrine Of The Useless Gods, l’agrodolce
Awakening Beyond The Veil, con le sue differenti sfumature, la geniale
All The Promises Of The World che, a dispetto di un inizio che sa di
Edge Of Sanity (quelli di "
Black Tears" per intenderci), poi irradia la sua perfidia musicale verso lidi ancora più malvagi, che possono vagamente richiamare i
Cradle Of Filth, oppure ancora, la malinconica
The Rapture Of The End, in cui fa capolino una strofa cantata addirittura in italiano.
Lost Memories si rivela un autentico vortice di emozioni: rabbia, speranza, tristezza, romanticismo, disperazione, dolore o amore, sono tutti sentimenti racchiusi nelle sue composizioni, vissuti appieno ed espressi con una schiettezza disarmante, senza alcun tipo di compromesso; è questa la bellezza di un album del genere e, più in generale, di una band ormai matura, come i
Memories Of A Lost Soul che, in barba all'inesorabile incedere del tempo, riesce, in maniera a dir poco invidiabile, a conservare la stessa passione genuina degli esordi.
Con tale purezza di spirito, i ricordi, anche quelli più remoti, non andranno mai perduti, ma vivranno per sempre nella gloria eterna!