Copertina 8

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2026
Durata:49 min.
Etichetta:Prosthetic Records

Tracklist

  1. OF RADIANCE AND LEVITATION
  2. TO YOU, AUTHOR OF MY FADE
  3. LIGHTLESS DAYS OF A SONGLESS BIRD
  4. BY THIS TIME TOMORROW
  5. ONCE THE SILENCE TAKES YOUR PLACE
  6. AGONAL DREAMING

Line up

  • Craig Breitsprecher: bass, backing vocals
  • Jordan Rippe: drums
  • Yegor Savonin: guitars
  • Brendan Hayter: vocals, guitars

Voto medio utenti

Nati nel 2016 come progetto solista del chitarrista, tastierista e compositore Yegor Savonin, gli statunitensi Fires in the Distance si sono rapidamente evoluti fino a diventare una band a tutti gli effetti ed uno dei nomi più interessanti della scena doom/death melodico.
Ed è singolare che su queste pagine se ne parli solo oggi, al lancio del terzo album della carriera "Circadian Promise" (Prosthetic Records), nonostante la bellezza plumbea e misteriosa del predecessore "“Air Not Meant For Us” datato 2023.
Tornare indietro è impossibile: quello che possiamo fare è celebrarli oggi come meritano perchè il nuovo disco riprende il discorso interrotto tre anni fa e lo eleva ad un livello decisamente superiore.

Nonostante la perdita del growl profondo e possente di Kristian Grimaldi sia un duro colpo da assorbire, la nuova voce di Brendan Hayter porta versatilità, intensità e freschezza modificando ma non stravolgendo l'identità delle linee vocali.
Ma su tutto si staglia l'enorme capacità compositiva, la complessità, la maestosità ed il taglio epico e cinematografico dei 6 brani che formano l'album.
Non puntano sull'immediatezza, sull'impatto, sulla presa immediata ma sull'atmosfera, sulla capacità di penetrare piano piano in profondità nell'anima.
Immaginate un terreno riarso, spaccato dal sole: un temporale violento, fragoroso, battente ma breve non porterà mai la rinascita di una lieve, delicata, insistente e continua pioggia autunnale; la terra assorbe nel profondo e rinasce.
Così le tessiture delle chitarre, l'alternanza tra growl, parti sublimi in voce pulita, i tappeti di synth sempre presenti ma mai preponderanti o invadenti, i duetti vocali, le parti declamate a ferma voce ammantano i nostri sensi e li esaltano tra epica, potenza e malinconia.

Tutti i brani sono imponenti, privi di passaggi deboli e travolgenti nel loro incedere: volendo segnalare i picchi mi permetto di elevare un gradino sopra tutto "To you, author of my fade" - pesante, dal songwriting eccelso e profondamente malinconico - "By This Time Tomorrow" impreziosito dalla chitarra di Johan Reinholdz (Dark Tranquillity) e la decadente "Once the silence takes your place".
L'incantesimo è stato gettato, i Fires In The Distance mi hanno catturato completamente e totalmente, a loro va la mia promessa di rivederci nelle classifiche di fine anno.

Fires In The Distance - "To You Author of my Fade"


Recensione a cura di Alessandro Zaina

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