Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:49 min.
Etichetta:Trascendance
Distribuzione:Imperative

Tracklist

  1. GAKIDô
  2. NINGENDô
  3. TENDô
  4. CHIKUSHôDô
  5. JIGOKUDô
  6. SHURADô

Line up

  • Erroiak: All instruments, Vocals, Songwriting
  • Sakrifiss: Vocals, Lyrics

Voto medio utenti

Enterré Vivant, interessantissimo progetto francese — fino ad ora mai completamente "decollato" — che fonde Black metal, tradizione e spiritualità, tra le cui fila milita Erroiak, presente in vari progetti — attualmente anche con i grandi Suicidal Madness (e altresì Tour d'Ivoire e molti altri) — insieme a Sakrifiss (emigrato in Giappone) torna a distanza di solo un anno dal buono ma non eccelso "悪罪 (Akuzaï)" (2025), con il quarto full-length "Kurogoku", rilasciato il 2 ottobre 2026 tramite la label francese Transcendance.

"Kurogoku" si configura come un viaggio concettuale attraverso i sei regni della rinascita buddhista prendenti forma e colore attraverso composizioni di ampio respiro in cui le classiche grammatiche del Black metal atmosferico — qui declinate tramite suggestioni mistiche dai tratti esoterici — si legano, nel rispetto della materia nera classica, a dinamiche Post-black avvolgenti per un connubio in cui sacralità, illusioni, sofferenze ed esplorazioni esistenziali sull'affettività (le passioni) offrono un quadro vasto e variegato di quello che a uno dei miei maestri piaceva chiamare lo stato duale: il rapporto tra trascendenza e immanenza, tra essenza individuale e cicli cosmici, tra esistenza temporale ed eternità.
Con voci tormentate, urla laceranti e inquietanti, passaggi di stampo operistico, fiati, tastiere, synth magici e variopinti (Satyricon, Summoning e Conte hanno fatto scuola), il duo d'oltralpe riconsegna con maggiore perizia, ispirazione e sensibilità creativa eterogenea ed organica, dura e integrata rispetto al passato, la propria pozione segreta in grado di coniugare l'iconoclastia della musica scandinava con l'immaginario tradizionale giapponese, dimostrando, se ve ne fosse ancora il bisogno, come l'arte estrema possa perfino rappresentare una discesa spirituale e una meditazione sulla condizione umana.

Dischi del calibro di "Kurogoku" non saltano fuori tutti i giorni, e a mio avviso si tratta del migliore mai rilasciato dal gruppo… Cercate di non voltarvi dall'altra parte.

Recensione a cura di James Curzi

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